Calcinacci e rifiuti di cantiere: come separarli, smaltirli, riciclarli

Calcinacci e rifiuti di cantiere: come separarli, smaltirli, riciclarli

Sebastiano, Tuttofare autodidatta

Guida scritta da:

Sebastiano, Tuttofare autodidatta

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I rifiuti di cantiere possono essere selezionati, raccolti, riciclati per dar loro una seconda vita. Anche se in Italia ci sono ancora troppe discariche abusive, la stragrande maggioranza dei professionisti dell'edilizia sono attenti alla tutela dell’ambiente e vogliono essere protagonisti nell'economia circolare.

Caratteristiche importanti

  • Discariche e problemi ambientali
  • Le categorie di rifiuti
  • Regolamentazione e aspetti legali
  • La raccolta
  • Il riciclaggio
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Rifiuti di cantiere e discariche abusive

Un problema di consapevolezza ambientale 

Nel 2015 sono state individuate in Italia 188 discariche abusive, collocate prevalentemente nelle regioni meridionali. La mappa redatta dal Dipartimento ambiente della Commissione europea ne ha infatti censito 48 in Campania, 43 in Calabria, 28 in Abruzzo, 21 nel Lazio, 12 in Puglia, 12 in Sicilia, 9 in Veneto. Le restanti 15 si trovavano in tutte le altre regioni, una perfino nell’isola del Giglio, con l’esclusione della Val d’Aosta e del Trentino, dove la raccolta dei rifiuti ha standard di efficienza e di qualità analoghi a quelli dei paesi europei più avanzati in questo settore. Nel 2019, cinque anni dopo l’avvio della procedura d’infrazione che è costata all’Italia un forfait semestrale di circa 40 milioni di euro per ogni semestre di ritardo nell’attuazione delle misure disposte, le discariche non conformi erano ancora 45.

C'è una carenza di siti di smaltimento dei rifiuti sul territorio? Come si può spiegare un tale comportamento?

Perché esistono le discariche abusive

I costi del trattamento dei rifiuti


décharge sauvage

La ragione principale per cui le discariche abusive sono così diffuse è da ricercare probabilmente nella volontà di evitare di pagare per lo smaltimento dei rifiuti.

In effetti, anche se non c'è più bisogno di spiegare quanto e perché sia importante depositare i rifiuti in un centro di smaltimento o di smistamento, ci sono ancora inquinatori senza scrupoli che, con il pretesto che la discarica locale potrebbe essere chiusa o troppo lontana, depositano i loro rifiuti ai margini di un bosco.

Sanzioni amministrative e penali

L'abbandono e il deposito incontrollati di rifiuti sul suolo e nel suolo sono vietati. Chi non smaltisce in maniera corretta i calcinacci e i rifiuti di cantiere o viene scoperto ad abbandonare rifiuti sia su suolo pubblico che su terreni privati è perseguibile per legge.

Infatti, secondo la normativa del Testo Unico Ambientale del 2006 (Decreto Legislativo 3 aprile 2006, n. 152), i calcinacci e le macerie, ovvero i materiali di risulta edile, appartengono a quella categoria nota con il nome di rifiuti speciali non pericolosi. Si tratta di rifiuti che devono essere trattati e smaltiti da esperti del settore, cioè dalle industrie che li hanno effettivamente prodotti.

Le sanzioni previste sono diversificate in base a chi commettere l’illecito. Se si tratta di una persona privata che abbandona i rifiuti, la sanzione amministrativa va da 300 a 3000 euro per i rifiuti non pericolosi come quelli di cantiere mentre, nel caso di enti o imprese, la sanzione penale prevede l’arresto da tre mesi a 1 anno o un’ammenda da 2600 a 26000 euro.

Ci sono infine anche le sanzioni previste dalle leggi regionali e dalle norme degli enti locali.

I rifiuti del settore edile in cifre 

Ogni anno in Europa il settore edile produce da 0,6 a 0,8 tonnellate di rifiuti per abitante, circa un terzo del totale di tutti i rifiuti prodotti, con un impatto notevole dal punto di vista ambientale ed economico: innanzitutto sulla salute dei cittadini ma anche per ciò che riguarda i costi di raccolta, trattamento, smaltimento e bonifica.

Migliorare la gestione e il recupero dei rifiuti puntando anche su alternative come riciclo e riuso è la chiave per quella che viene definita edilizia circolare, in linea con gli obiettivi di sviluppo sostenibile assunti dall’Unione Europea con l’Agenda 2030 per la transizione verso l'economia circolare, modello economico che si basa su nuove modalità di consumo, libere da rifiuti e inquinamento, e prive di costi ambientali e sociali.

Secondo uno studio del 2015 della Ellen MacArthur Foundation, fondazione che ha per obiettivo lo sviluppo e la promozione dell'economia circolare, il 10-15% del materiale viene sprecato durante la fase di costruzione mentre tra i materiali di scarto della demolizione ben il 54% finisce in discarica.

Con la Direttiva 2008/98/CE l’unione Europea si è data degli obiettivi ambiziosi: raggiungere un tasso di recupero dei rifiuti di costruzione e demolizione pari ad almeno il 70% entro il 2020 in tutti gli Stati membri. E pare che molti vi siano riusciti.

I rifiuti prodotti da costruzioni o demolizioni di opere edili in Italia, sono in genere costituiti da inerti (calcestruzzo, laterizi, ceramiche, terre di scavo) che potrebbero facilmente essere riutilizzati:

  • 10% calcestruzzo non armato
  • 20% calcestruzzo armato
  • 50% laterizio
  • 5% asfalti
  • 6% materiale di scavo
  • 2,5% legno, carta, plastica
  • 3% metallo
  • 3,5% varie

Dati dell’Agenzia Regionale per la Prevenzione e Protezione Ambientale del Veneto.

L’insieme delle attività legate alla costruzione, gestione e demolizione degli edifici immette nell’ambiente una enorme quantità di scarti e di residui. La cifra complessiva, a livello europeo è di 300 milioni di tonnellate/anno. L’Italia ne produce circa 40 milioni.

Raccolta differenziata e riciclaggio: una risorsa per l'industria


recycler déchets de construction

Il riciclaggio è il cuore dell'economia circolare. Poiché i rifiuti sono una risorsa materiale che può essere recuperata, il loro riciclaggio è essenziale per ridurre il prelievo di materie prime. L’Italia si è impegnata ad aumentare gradualmente la quantità di rifiuti riciclati sotto forma di materiali, con innegabili benefici ambientali e di crescita dell’occupazione.

I rifiuti, infatti, sono una risorsa che ha permesso di evitare lo spreco di tonnellate di materie prime e la produzione di milioni di tonnellate di CO2.

Per saperne di più visita il sito del Ministero della Transizione Ecologica.

Evacuazione dei rifiuti di cantiere: aspetti normativi

La responsabilità è di chi esegue i lavori


Évacuation des déchets de chantier : les aspects réglementaires

Se il lavoro che ha prodotto i rifiuti è stato eseguito da un'impresa, essa stessa è responsabile del loro smaltimento. Quest'ultima dovrà conferire i rifiuti verso strutture appropriate nel rispetto delle norme.

Se invece sei tu sei la persona che realizza in proprio l'opera, sei anche responsabile dello smaltimento dei rifiuti inerti e dei rifiuti non inerti non pericolosi in un centro di smaltimento. Se si tratta di rifiuti pericolosi, come l'amianto o il piombo, è importante rivolgersi a una ditta specializzata che si occuperà dello smaltimento e della bonifica dell'area.

Pensare allo smaltimento dei rifiuti di cantiere prima di iniziare i lavori

Non aspettare che la carriola sia piena per pensare a dove svuotarla! I rifiuti edili, come si sa, sono voluminosi, appartengono a diverse categorie e, in base a queste, vengono trattati o immagazzinati in maniera diversa. Prima di iniziare i lavori puoi quindi adottare questa procedura per organizzare lo smaltimento dei futuri rifiuti del cantiere:

  1. Stima il volume dei rifiuti di cantiere e identificane la categoria.
  2. Individua il centro di smaltimento, selezione o trattamento dei rifiuti per depositare o smaltire i rifiuti appartenenti a ciascuna categoria.
  3. Munisciti di sacchi big-bag, sacchi per macerie, un rimorchio o noleggia un cassone a seconda del volume dei rifiuti da smaltire.
  4. Separa i rifiuti di cantiere secondo la loro categoria e man mano che i lavori procedono.
  5. Deposita o fai prelevare i rifiuti nel o dal centro di trattamento prescelto.

Rivolgiti a un professionista per il trattamento dei rifiuti pericolosi contenenti l'amianto o il piombo.

Le diverse categorie di rifiuti edili: come separarli 

I rifiuti del cantiere sono classificati in base alla loro natura in vista del loro recupero e/o riciclaggio. Si possono distinguere tre categorie: 

  • rifiuti inerti (macerie, cemento ecc.);
  • rifiuti non inerti non pericolosi (moquette, cartone ecc.);
  • rifiuti pericolosi (vernici a base di solventi ecc.).

Rifiuti inerti


déchets inertes

I rifiuti inerti rappresentano il 72% dei rifiuti edili, non presentano alcun pericolo e sono costituiti da terra, materiali di demolizione e movimento terra, pietre, tegole, cemento, blocchi di calcestruzzo, mattoni, ardesia, vetro, piastrelle, macerie ecc.

I rifiuti inerti non bruciano, non si decompongono e non sono biodegradabili. Non subiscono alcuna trasformazione chimica, fisica o biologica significativa durante lo stoccaggio.

Stoccaggio dei rifiuti inerti

I rifiuti inerti non recuperabili sono conservati in strutture di stoccaggio per rifiuti inerti. Posso essere anche riciclati come materiale di riempimento di cave.

Rifiuti non pericolosi o rifiuti industriali comuni


déchets non dangereux non inerte

Rappresentano il 26% dei rifiuti edili, sono costituiti dai comuni rifiuti di cantiere non tossici, non corrosivi e non presentano alcun rischio di pericolosità.

Si tratta di metalli, ferramenta, legno non trattato, imballaggi, cartone, gesso, polistirolo, moquette, tessuti, ecc. 

Stoccaggio dei rifiuti non pericolosi

I rifiuti non pericolosi o i rifiuti industriali ordinari sono immagazzinati in strutture di stoccaggio per rifiuti non pericolosi.

Rifiuti pericolosi (R)


déchets dangereux

Rappresentano il 2% dei rifiuti edili e sono costituiti da amianto friabile, legno trattato con ossidi di metalli pesanti, vernici a base di solventi, idrocarburi ecc.

I rifiuti pericolosi rappresentano un rischio accertato per l'ambiente e per gli esseri umani e richiedono un trattamento adeguato. Devono essere contrassegnati dalla lettera R su fondo giallo.

Trasporto e stoccaggio dei rifiuti pericolosi

Per quanto riguarda il trasporto, bisogna far riferimento alla normativa ADR (Agreement for transport of Dangerous goods by Road) che suddivide le merci in 9 classi di pericolo, mentre ogni singolo materiale è poi legato a un codice di identificazione specifico (numero ONU) per poter essere facilmente individuabile e capire subito quali sono i rischi a esso collegati (e le misure da mettere in atto).

I rifiuti pericolosi non recuperabili sono conservati in strutture di stoccaggio per rifiuti pericolosi con limitazioni quantitative e temporali che variano in base alla natura del rifiuto (deposito temporaneo dei rifiuti pericolosi).

La classificazione CER

Il Catalogo Europeo dei Rifiuti (CER) è l'elenco dei codici di classificazione dei rifiuti secondo la direttiva europea 75/442/CE e riguarda tutti i rifiuti, siano essi destinati allo smaltimento che al recupero.

I codici CER, originariamente 839, sono delle sequenze numeriche composte da 6 cifre riunite in 3 coppie che identificano un rifiuto in base al processo produttivo da cui è originato (ad esempio 17 04 02 alluminio).

Un codice CER è dunque costituito da 3 coppie di cifre articolate in questo modo:

  • la prima coppia di cifre va da 00 a 20 e rappresenta il capitolo, quindi il settore industriale da cui proviene la sostanza;
  • la seconda coppia di cifre, da 01 a 09, indica la sottoclasse ed individua il processo produttivo con la lavorazione specifica;
  • la terza coppia di cifre che va da 01 a 99, indica le sostanze effettivamente contenute all’interno del rifiuto, quindi la sua tipologia.

I rifiuti pericolosi o contaminati da sostanze pericolose sono contrassegnati da un asterisco (*) posto immediatamente dopo la categoria (ad esempio: 17 06 01* materiali isolanti contenenti amianto).

La maggior parte dei rifiuti che riguardano l'edilizia sono compresi nel capitolo 17: Rifiuti delle operazioni di costruzione e demolizione (compreso il terreno proveniente da siti contaminati).


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Dove smaltire i rifiuti di cantiere

Sapere dove smaltire i rifiuti di cantiere può essere un problema a seconda che tu viva in una zona rurale, semi-rurale o urbana. Puoi consultare le Pagine Gialle o visitare il sito dell'azienda municipalizzata che si occupa dello smaltimento dei rifiuti nel tuo comune per trovare i vari punti di raccolta o le isole ecologiche più vicine e informarti sulle modalità di conferimento dei materiali.

Smaltire i rifiuti di costruzione in un'isola ecologica


évacuer les déchets de chantier en déchèterie

I luoghi di deposito dei rifiuti inerti o calcinacci dipendono soprattutto dal volume da smaltire. Le quantità ammesse e le tariffe variano molto da un centro all'altro, ma in genere è possibile smaltire 10 sacchetti al giorno gratuitamente.

Volumi più grandi possono essere gestiti da ditte specializzate ad un costo generalmente compreso tra 20 e 50 euro al m³. Per volumi più grandi è possibile noleggiare un cassone. Alcune società di smaltimento offrono anche il servizio di ritiro a domicilio.

Centri di raccolta dei rifiuti delle aziende municipalizzate

I centri di raccolta dei rifiuti delle aziende municipalizzate raccolgono rifiuti inerti e rifiuti non pericolosi e non inerti in piccole quantità. Il servizio può essere gratuito o a pagamento a seconda della natura dei rifiuti e della quantità. A volte questi centri gestiti delle autorità locali possono accettare anche rifiuti dalle imprese di costruzione entro certi limiti quantitativi e a determinate condizioni. In generale tra i calcinacci non sono ammessi: gesso, cartongesso, siporex e stucco.

Centri professionali di smaltimento dei rifiuti e punti di raccolta 

Riservati in particolare alle imprese edili o ai grandi volumi di rifiuti che non possono essere smaltiti nei centri di raccolta delle aziende municipalizzate, i rifiuti vengono affidati a società autorizzate che si occupano di raccoglierli, separarli, trasportarli e infine recuperarli o eliminarli. I siti di deposito sono centri di smistamento dei rifiuti industriali ordinari, impianti di stoccaggio per i rifiuti inerti, ecc.

Centri di smaltimento dei rifiuti e centri di raccolta privati

I centri privati di raccolta differenziata e i centri di riciclaggio e recupero dei rifiuti raccolgono tutte e tre le categorie di rifiuti, a seconda del tipo di servizio che forniscono. Il servizio è gratuito o a pagamento a seconda che l'utente sia un privato o un'impresa, in base ai tipi di rifiuti depositati e se si tratti di un deposito o del ritiro a domicilio.

Separare i rifiuti in cantiere

I centri di raccolta dei rifiuti, gli impianti di stoccaggio e di smaltimento il più delle volte non accettano rifiuti misti o applicano una politica tariffaria molto alta per rifiuti non correttamente separati.

La cernita dei rifiuti in un cantiere non è quindi obbligatoria ma altamente raccomandata per ridurre la bolletta, i costi di smaltimento ed evitare qualsiasi problema.

Concretamente, ciò implica l'organizzazione dei rifiuti secondo la loro categoria e la fornitura di diversi sacchi per le macerie, big-bag o cassoni a seconda della dimensione dei lavori. Tuttavia, è possibile mischiare i rifiuti tipo imballaggi con altri rifiuti, purché siano destinati alla stessa filiera di recupero. 

Far prelevare i rifiuti di cantiere a domicilio


Faire enlever ses déchets de chantier à domicile

Oggi i professionisti del trattamento e gestione dei rifiuti offrono soluzioni all-in-one per lo smaltimento dei rifiuti edili direttamente al domicilio

Queste aziende specializzate nel riciclaggio possono organizzare lo smistamento e la raccolta dei rifiuti edili dalla consegna dei sacchi alla raccolta in un momento prestabilito. I rifiuti vengono poi portati in punti di raccolta e/o riciclaggio specializzati e autorizzati.

Cosa fare dei rifiuti edili pericolosi 

I rifiuti pericolosi dell'edilizia devono essere obbligatoriamente imballati ed etichettati e quindi consegnati a professionisti autorizzati. I rifiuti pericolosi vengono poi stabilizzati, cioè solidificati o vetrificati, prima di essere inviati a un sito di stoccaggio dedicato.

Tra i rifiuti pericolosi ci sono:

  • i rifiuti esplosivi, comburenti e infiammabili;
  • i rifiuti irritanti, suscettibili di provocare infiammazioni della pelle e delle mucose;
  • i rifiuti edili nocivi, tossici, infettivi, mutageni e corrosivi;
  • i rifiuti cancerogeni;
  • i rifiuti sensibilizzanti ed ecotossici;
  • i rifiuti contenenti sostanze che, al momento dello smaltimento, possono generare altri materiali nocivi elencati sopra.

I rifiuti contenenti amianto (RCA)


Que faire des déchets d’amiante 

L'uso dell'amianto in edilizia (noto anche come Eternit e cemento amianto) è vietato dalla legge 257 del 1992. Si tratta di una sostanza un tempo molto diffusa perché resistente al calore ma fortemente cancerogena, in particolare quando col tempo si degrada e si trasforma in polvere tossica. Il suo smaltimento è un'operazione tutt'altro che semplice e per questo motivo è ancora presente in numerosi edifici (coperture, pannelli, serbatoi ecc.). Il problema principale per quanto riguarda lo smaltimento è che, se non si opera con le dovute cautele, si rischia di disperdere nell'ambiente le fibre che possono causare tumori alla pleura e carcinomi.

Rimozione, incapsulamento e confinamento dell'amianto

In genere non c’è un vero e proprio obbligo per la bonifica dell’amianto, a meno che questo, a causa dell’azione delle intemperie o per l’usura dovuta al trascorrere del tempo, sia diventato friabile. In questo caso, è necessario informare la ASL che provvederà a imporre la bonifica con le metodologie più adatte.

La bonifica dell'amianto avviene in diversi modi:

  • rimozione, modalità rischiosa ma efficace ai fini dell'eliminazione della fonte di rischio;
  • incapsulamento, con l'uso di prodotti penetranti e ricoprenti;
  • confinamento, tramite l'installazione di barriere che isolano l'inquinante dall'ambiente.

Le operazioni di smaltimento devono essere affidate ad aziende iscritte all'Albo nazionale delle imprese che effettuano la gestione dei rifiuti. Sono previste detrazioni e incentivi a livello nazionale e locale per incoraggiare il corretto smaltimento. Per saperne di più puoi contattare la ASL o la tua Regione, o anche direttamente le ditte che si occupano dello smaltimento secondo le norme di legge.

L'amianto rimosso, inertizzato e confezionato, viene portato in appositi centri di stoccaggio temporanei per essere poi trasferito a una seconda discarica per il definitivo sotterramento in siti autorizzati. A causa della sua pericolosità, infatti, non è possibile in alcun modo recuperare o riciclare l'amianto.

Cosa diventano i rifiuti di cantiere una volta riciclati

Recupero o riciclaggio dei rifiuti inerti

Rifiuto

Recupero o riciclaggio

Detriti

I rifiuti inerti sono in gran parte recuperati. Possono essere lavorati (frantumazione, vagliatura, purificazione, ecc.) per essere riutilizzati nei lavori stradali (terrazzamenti, piani di posa stradali, argini, ecc.).

Movimento terra

Questi rifiuti possono essere usati come materiale di riempimento di trincee se vengono bonificati con la calce.

Riciclaggio e recupero dei rifiuti non pericolosi

Rifiuto

Recupero o riciclaggio

Metalli

Metalli ferrosi: rifusi o riciclati, poi riutilizzati nell'industria metallurgica e/o siderurgica. Metalli non ferrosi: rifusi in raffineria.

Legno non trattato

Recupero del materiale: realizzazione di pannelli di particelle, pasta per carta, legno agglomerato ecc. Recupero di energia: caldaie industriali dotate di un sistema di trattamento dei fumi.

Carta e cartone

Fabbricazione di carta e cartone da imballaggio.

Imballaggi

Riciclaggio dell’acciaio: rifusione, riutilizzo. Recupero di energia: rifiuti misti d'imballaggio. Filiera di riciclaggio dei polistiroli d'imballaggio: Eco-EPS. Riutilizzo diretto dopo la pulizia (pallet ecc.). Riciclaggio della plastica tramite macinazione ed estrusione sotto forma di granuli. Riuso con la creazione di prodotti secondari.

Polistirolo

In genere il polistirolo per imballaggi va buttato nella raccolta indifferenziata per essere incenerito mentre quello delle vaschette per alimenti va smaltito con la plastica e viene riciclato. Possono esserci comunque delle differenze da Comune a Comune.

Materiali plastici

La maggior parte può essere recuperata attraverso il riciclaggio dei materiali. I rifiuti di materiali termoplastici possono anche essere integrati nella composizione di prodotti finiti (sacchi della spazzatura, tubi, bidoni, ecc.) o tornare, attraverso il riciclaggio chimico, in forma di monomeri o prodotti petrolchimici di base. Le plastiche termoindurenti non sono riciclabili e vengono incenerite.

PVC rigido

I rifiuti di PVC rigido non sporco (raccordi, tubi ecc., eccetto il PVC nero) possono essere recuperati e utilizzati per fare nuovi prodotti in PVC.

Gesso

Se il gesso è puro al 95% può essere riciclato.

Riciclaggio e recupero dei rifiuti pericolosi e dei RAEE

Rifiuto

Recupero o riciclaggio

Legno impregnato, verniciato, dipinto, trattato in autoclave ecc.

Si tratta di legno altamente contaminato per il quale esistono pochi processi di recupero. Questi legni devono essere smaltiti in strutture di stoccaggio appropriate. L'incenerimento industriale è raramente praticabile.

Pitture, vernici e solventi

Non possono essere conferiti con i normali rifiuti urbani ma devono essere portati all'isola ecologica o smaltiti da ditte specializzate. Molti colorifici e negozi di pitture effettuano spesso il ritiro degli avanzi, provvedendo a riciclarli o a smaltirli correttamente.

Oli esausti

Recupero come combustibile o raffinazione.

Lampadine e neon

Possono essere smaltite presso le isole ecologiche che sono provviste di appositi contenitori che separano i vari tipi di lampadine (neon, LED, incandescenza, alogene, ecc.) oppure presso i rivenditori.

Rifiuti di apparecchiature elettriche ed elettroniche (RAEE)

Se il ricondizionamento e il reimpiego sono impossibili i RAEE possono essere riutilizzati dopo la rimessa a nuovo, o recuperati componente per componente dopo lo smontaggio. Il recupero e il riciclaggio dei materiali sono previsti anche per i materiali plastici e metallici. Esistono inoltre delle filiere di recupero dei RAEE (Ecodom, Ecoped, ecc.).

Altri trattamenti dei rifiuti pericolosi

Riciclaggio o stoccaggio. Incenerimento e/o coincenerimento e/o evapo-condensazione con recupero di energia. Trattamenti fisico-chimici.  

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