Come collegare un gruppo elettrogeno a una casa

Come collegare un gruppo elettrogeno a una casa

Girolamo, piccolo imprenditore, Trento

Guida scritta da:

Girolamo, piccolo imprenditore, Trento

93 guide

Collegare un gruppo elettrogeno permette di fornire elettricità in caso di mancanza di corrente o interruzione della linea per un temporale. Collegato al circuito elettrico tramite un commutatore, il gruppo di emergenza s’installa secondo la normativa e fornisce la potenza necessaria alle apparecchiature di casa.

Caratteristiche importanti

  • Preparare l'installazione del gruppo elettrogeno
  • Collegare il commutatore di rete all'impianto elettrico
  • Collegare il gruppo elettrogeno
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Perché collegare un gruppo elettrogeno a una casa


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Se la tua abitazione è soggetta a ripetute interruzioni di corrente, l'alternativa per consentire la continuità del servizio elettrico è il gruppo elettrogeno.

Il gruppo elettrogeno produce elettricità compatibile con tutte le tue apparecchiature. Collegarlo al circuito elettrico della casa può quindi rivelarsi utile per farlo subentrare quando l'alimentazione generale è interrotta.

Tuttavia, questo non si può fare in un modo casuale. Vi è una normativa da rispettare, e in certi casi è necessaria un'autorizzazione (verifica con il fornitore di elettricità o le amministrazioni locali). La cosa più importante è garantire la sicurezza degli utenti e dei beni, permettendo l'autonomia elettrica dell'abitazione.

Fasi di realizzazione

  1. Preparare l'installazione del gruppo elettrogeno 
  2. Collegare il commutatore di rete all'impianto elettrico
  3. Collegare il gruppo elettrogeno
  4. Effettuare una prova di funzionamento del gruppo elettrogeno 

Competenze


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Padroneggiare i principi dell'elettrotecnica degli edifici, riconoscere i fili elettrici, essere in grado di servirsi dei dispositivi di misurazione, saper raccordare e collegare le varie apparecchiature è indispensabile. Lavorare in sicurezza e conoscere i rischi elettrici è essenziale.

Tempo di realizzazione


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Circa 8 ore se tutti i collegamenti sono da realizzare.

Numero di persone consigliato


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1 persona

Strumenti e materiali di consumo


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Dispositivi di protezione individuale


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Questa lista non è esaustiva, i dispositivi di protezione individuale vanno adattati ad ogni attività lavorativa.

1. Preparare l'installazione del gruppo elettrogeno

Conoscere la normativa: un prerequisito indispensabile

Innanzitutto, prima di lanciarti nell'installazione del gruppo elettrogeno, informati sulle condizioni imposte dal tuo fornitore di elettricità. Può darsi che, in base al tuo luogo di residenza, siano necessari un'autorizzazione e/o un controllo da parte di quest'ultimo o dell'ente locale. In seguito prendi nota della normativa che regola l'installazione di tale impianto. È indispensabile in termini di sicurezza. Sia per le tue apparecchiature che per te stesso. Come regola generale, per un edificio abitativo, è obbligatorio il sistema di neutro TT (neutro a terra, sia lato distribuzione che lato utilizzatore).


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Scegliere una potenza adatta alle apparecchiature da alimentare

Verifica bene, qualunque sia il tipo di connessione e collegamento scelto, che il tuo gruppo elettrogeno sia sufficientemente potente per alimentare tutti i tuoi ricevitori importanti. È indispensabile che non funzioni a pieno carico, l'ideale è farlo funzionare al 70% per conservare un margine di sicurezza in caso di problemi.

Individuare la posizione da riservare al gruppo elettrogeno

Scegliere la posizione è essenziale per un utilizzo confortevole, perché un gruppo elettrogeno genera un certo disturbo acustico (anche i gruppi detti "insonorizzati" sono rumorosi).

L'ideale è scegliere una posizione distante dall'abitazione, coperta e sufficientemente ventilata (il gruppo non deve neanche provocare inquinamento acustico per il vicinato).

È sconsigliato conservare il carburante necessario al funzionamento del gruppo nello stesso ambiente.

In base al modello di gruppo elettrogeno, può darsi che vi sia una raccomandazione del costruttore da rispettare in termini di lunghezza del cavo di alimentazione.

2. Collegare il commutatore di rete all'impianto elettrico

È uno dei punti chiavi del collegamento. Indispensabile, il commutatore di rete consente il passaggio dall'alimentazione elettrica generale della rete all'alimentazione fornita dal gruppo elettrogeno in caso di interruzione.

Il commutatore è inoltre un elemento essenziale per la sicurezza di tutta la rete perché evita anche che il gruppo elettrogeno reimmetta corrente in rete. Al contrario, in caso di rimessa in servizio della rete principale, il commutatore protegge il gruppo elettrogeno dalla controalimentazione.

Il commutatore di rete è sempre collocato tra il contatore principale e il quadro elettrico. Si sceglie in base a due criteri:

  • la potenza deve essere adeguata alla potenza nominale del tuo gruppo elettrogeno (1000, 2000, 3000 Watt, ecc.);
  • la capacità d'interruzione deve essere superiore all'intensità di corrente fornita dalla rete di alimentazione generale (15, 30, 45 Ampere, ecc.).

Si distinguono tre tipi di commutatori di rete.

  1. Il commutatore manuale: è l'utente che, in caso d'interruzione di corrente, aziona il commutatore, passando così all'alimentazione secondaria fornita dal gruppo elettrogeno. In funzione del tipo di cablaggio, l'azionamento del commutatore avvia il gruppo elettrogeno. Se il gruppo elettrogeno non parte automaticamente, bisogna avviarlo manualmente. Nel commutatore si trova una protezione che ha lo scopo di escludere l'alimentazione secondaria quando l'alimentazione generale è di nuovo in funzione.
  2. Il commutatore automatico: funziona esattamente come il commutatore manuale, tranne che qui un rilevatore di interruzione fa passare automaticamente all'alimentazione secondaria.
  3. Il commutatore telecomandato: riservato ai grandi impianti o alle aziende in cui la continuità di servizio è indispensabile; lo si trova raramente negli edifici residenziali. Qui, un automatismo programmabile decide, in funzione della parametrizzazione, quale inverter o quale apparecchio non viene più alimentato e passa a un'alimentazione di soccorso.

Collegamento del commutatore di rete


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Il collegamento di un commutatore di rete è relativamente semplice da realizzare: si collega in serie sull'alimentazione generale, a monte del quadro elettrico.

Prima di tutto interrompi l'alimentazione generale e apri il quadro elettrico.

Individua i due fili (solitamente uno rosso e uno blu) che arrivano dal contatore. Sono dei fili di grande sezione, da 10 mm² secondo la normativa.

Stacca questi fili e collegali all'ingresso, lato rete o alimentazione primaria, del commutatore. Poi tira un filo di terra della stessa sezione dal tuo quadro (si collega a una barra di terra nel commutatore).

Non ti resta altro da fare che collegare l'uscita del commutatore, con dei fili della medesima sezione, al disgiuntore o all'interruttore differenziale da cui hai precedentemente staccato l'alimentazione generale.

Esegui una prova di funzionamento rimettendo la corrente. Verifica che funzioni tutto correttamente: l'illuminazione, il forno, il frigorifero, ecc. Su certi modelli di commutatore top di gamma avrai anche un piccolo schermo che ti indica in tempo reale il consumo di potenza fornita dall'alimentazione.

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3. Collegare il gruppo elettrogeno


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Il gruppo elettrogeno per definizione è esterno. Bisogna quindi, una volta scelta con cura la sua posizione, installare una presa d'ingresso.

Tale presa è dotata di spine maschio (a differenza di una presa elettrica classica dotata di spine femmina). Ciò significa che è una presa d'ingresso, e non una presa che fornisce corrente.

Deve essere obbligatoriamente almeno IP55 (Indice di Protezione).

Una volta installata la presa d'ingresso sul lato anteriore e interrotta l'alimentazione principale, devi collegarla al tuo commutatore di rete. In funzione della potenza del tuo gruppo elettrogeno, usa dei fili di sezione adeguata (2,5, 4, 6, 10 mm²).

La presa si collega all'ingresso "alimentazione secondaria" del commutatore.

Una volta collegato tutto, richiudi tutti i coperchi e rimetti in funzione l'alimentazione principale. Verifica che tutto funzioni correttamente in casa (il collegamento della presa non deve assolutamente cambiare niente).

Vai a collegare il gruppo elettrogeno alla tua presa.

4. Effettuare una prova di funzionamento del gruppo elettrogeno


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A questo punto tutto è collegato, puoi quindi procedere alle prove. In funzione del modello di gruppo elettrogeno e di commutatore di rete, avvia o meno il motore del gruppo. Poi procedi come segue.

  1. Con l'alimentazione generale in servizio, accendi qualche lampada e un carico significativo. La potenza complessiva di questi dispositivi deve corrispondere al 50% circa della potenza nominale del tuo gruppo elettrogeno.
  2. Interrompi l'alimentazione generale.
  3. Se hai un commutatore manuale, passa all'alimentazione secondaria. Se hai un commutatore che commuti effettivamente l'alimentazione sul circuito di emergenza. Se hai un commutatore con comando di avvio, controlla che il gruppo sia realmente in funzione.
  4. Verifica che tutti gli apparecchi precedentemente accesi funzionino. Se è questo il caso, la tua alimentazione secondaria è funzionante, altrimenti rivedi il tuo impianto.
  5. Rimetti in servizio l'alimentazione generale.
  6. Se hai un commutatore manuale, ritorna alla posizione iniziale. Per un commutatore automatico, controlla che ritorni effettivamente all'alimentazione principale. Se hai un commutatore che comanda il gruppo elettrogeno, quest'ultimo dovrebbe interrompersi dopo qualche secondo.
  7. Controlla di nuovo che tutti i tuoi dispositivi funzionino (e, a seconda del caso, spegni il gruppo elettrogeno).

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Girolamo, piccolo imprenditore, Trento

Elettrotecnico di formazione, ho iniziato lavorando nell’industria dove mi sono occupato di impianti e cablaggio. Quasi subito sono diventato responsabile della gestione degli operai addetti alla manutenzione. Dopo qualche anno, ho deciso di mettermi in proprio e ho avviato una piccola impresa come elettricista. Ho all’attivo diverse centinaia di cantieri realizzati e il lavoro ben fatto e la soddisfazione dei miei clienti sono le mie priorità. Da circa tre anni sto restaurando e ampliando uno chalet in Trentino, sfruttando la mia esperienza e le mie conoscenze tecniche. Terrazzamenti, interior design, coperture, impianti idraulici, elettricità, tutto… Con mia figlia e mia moglie abbiamo fatto quasi tutto da soli! La mia esperienza mi ha dato la possibilità di apprendere tanti tipi di lavori. Ed ora sono qui per rispondere ai vostri dubbi e per consigliarvi nella scelta degli strumenti giusti.

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