Come potare un melo

Come potare un melo

Giovanni, giardiniere per passione, Umbria

Guida scritta da:

Giovanni, giardiniere per passione, Umbria

107 guide

Ad eccezione della varietà a pieno vento, il melo, grazie alla potatura, produce ogni anno tanti frutti di buona qualità. Senza necessariamente dover essere un arboricoltore esperto, si possono ottenere risultati soddisfacenti rispettando i principi base della potatura di manutenzione o di fruttificazione.

Caratteristiche importanti

  • Potatura dei rami indesiderati
  • Periodo di potatura
  • Potatura di fruttificazione
  • Mastice e pulizia del terreno
Scopri i nostri alberi da frutto!

Perché e quando potare un melo


alt

Per gli alberi di forma piccola (a fusetto o a vaso) e per le forme a spalliera, il lavoro di potatura è necessario per diverse ragioni:

  • assicurare una fruttificazione regolare;
  • conservare la forma artificiale dell'albero e facilitare il raccolto limitando l'altezza con potature ripetute;
  • liberare il centro dell'albero per favorita la penetrazione della luce solare, quindi la maturazione dei frutti;
  • aerare la chioma per rallentare lo sviluppo di alcune malattie.

La potatura va effettuata durante il periodo di riposo vegetativo, il più tardi possibile in inverno, da metà febbraio a fine marzo, quando non ci sono più gelate.

Competenze richieste


alt

Per potare un melo idealmente occorre saper riconoscere i principali tipi di gemme (a legno, a fiore, miste) e se possibile i tipi di rami più importanti (a frutto, brindillo coronato, ramo a legno, borsa). Poiché l'obiettivo è favorire la produzione di frutti, è essenziale saper distinguere le gemme a fiore.

Tempi di realizzazione

Circa 1 ora per ciascun albero.

Numero di persone 

Una persona

Fasi di realizzazione

  1. Potatura dei rami indesiderati nella corona dell'albero
  2. Potatura di fruttificazione
  3. Cicatrizzazione con mastice delle ferite da potatura e pulizia dell'area

Strumenti e materiali di consumo 


alt
  • Scala (se necessaria, a seconda della dimensione dell'albero)
  • Forbici da potatura
  • Tagliarami (o forbici da potatura a due mani o troncarami)
  • Seghetto per potare
  • Alcool per sterilizzare gli strumenti
  • Mastice per cicatrizzare
  • Guanti (facoltativi)

Video sulla potatura di un melo

1. Potatura dei rami indesiderati nella chioma dell'albero


alt

Taglia i rami che si dirigono verso l'interno della chioma.

In caso di rami che si incrociano, conserva quelli rivolti verso l'esterno dell'albero e togli gli altri.

Taglia alla base tutti i rami che crescono in verticale: sono i cosiddetti succhioni, dei rami vigorosi che producono soltanto legno, ma non frutti.

Taglia i rami morti, rovinati o deboli, privilegiando la conservazione di rami corti e forti. I frutti traggono maggior vantaggio dalla linfa quando si trovano vicino alle branche primarie, poiché così diventano più grandi e saporiti rispetto ai frutti situati all'estremità di rami lunghi.

2. Potatura di fruttificazione


alt

Girando attorno alla chioma, taglia tutti i rami di un anno (quelli che sono spuntati l'anno scorso) al di sotto della terza gemma, contando a partire dalla base del ramo e prendendo in considerazione soltanto le gemme ben visibili.

Se la gemma non è orientata verso l'esterno, taglia il ramo al di sotto della seconda o della quarta gemma. Questo accorgimento eviterà di avere nelle annate seguenti un ramo che cresce verso l'interno dell'albero e che prima o poi bisognerà tagliare.

La potatura deve essere fatta a circa 0,5 cm dalla gemma e con il taglio in obliquo, con la pendenza orientata dal lato opposto rispetto alla gemma.

La chioma dell'albero, quindi, deve avere una forma regolare e armoniosa, con una ripartizione equilibrata dei rami.

Caso particolare degli alberi a pieno vento

Negli alberi di grandi dimensioni a pieno vento (alto fusto o mezzo fusto), la potatura non è indispensabile per ottenere i frutti, anche perché sarebbe piuttosto difficile da realizzare. Questa operazione generalmente si limita a uno sfoltimento ogni quattro o cinque anni per diradare la chioma, togliendo i rami malati o mal posizionati.

In questi alberi, la fruttificazione avviene spesso sui rami che sono naturalmente arcuati, con un conseguente rallentamento dell'afflusso della linfa, che a sua volta genera la comparsa di gemme a fiore sull'incurvamento.

3. Cicatrizzazione con mastice e pulizia del terreno


alt

Se hai tagliato rami con un diametro superiore a 4 cm, passa del mastice sulla ferita del taglio per impedire agli agenti patogeni, in particolare funghi, di penetrare nel legno.

Il mastice è disponibile in commercio ma può anche essere realizzato mescolando acqua, terreno argilloso e qualche cucchiaio di olio da tavola. Potresti anche aggiungere un fungicida come la poltiglia bordolese.

Al termine della potatura, non lasciare a terra i rami tagliati, poiché spesso sono portatori di forme svernanti di malattie o di insetti parassiti che ricompariranno nella stagione successiva. Se possibile, bruciali.

Consigli per la potatura


alt

In teoria è possibile potare i meli da dicembre a marzo, lontano dai periodi delle gelate.

Con una potatura tardiva a marzo, proprio prima dell'inizio della ripresa vegetativa, le gemme hanno il tempo di differenziarsi bene tra gemme a legno, a fiore e miste, cosa che facilita notevolmente il lavoro del giardiniere alle prime armi. Inoltre, tagliando i rami quando la linfa inizia a salire, le ferite da taglio cicatrizzano meglio.

Prima di iniziare, è importante sterilizzare le lame degli attrezzi che andrete a usare con dell'alcool e ripetere questa operazione quando si cambia albero, al fine di evitare la trasmissione di malattie. Non dimenticare poi di asciugare l'attrezzo con un panno.

Scopri i nostri alberi da frutto!

Guida scritta da:

Giovanni, giardiniere per passione, Umbria, 107 guide

Giovanni, giardiniere per passione, Umbria

Alto come un soldo di cacio, già lavoravo nel giardino di famiglia. Forse è da lì che è nato il mio interesse per le piante e il giardinaggio. Era quindi logico per me seguire degli studi sia di biologia vegetale che di agraria. Accogliendo la richiesta di diversi editori, ho scritto in 25 anni numerosi libri sulla tematica delle piante, dei funghi (argomento che mi è a cuore), essenzialmente delle guide per il riconoscimento all’inizio, ma presto anche in seguito, sul giardinaggio, riallacciandomi così alla prima passione della mia infanzia. Ho anche collaborato regolarmente con diverse riviste specializzate nell’ambito del giardinaggio o più in generale della natura. Siccome non c’è giardiniere senza giardino, è in un piccolo angolo dell’Umbria che coltivo il mio da 30 anni e dove metto in pratica i metodi di coltura che vi consiglio.

I prodotti collegati a questa guida