Come scegliere un addolcitore d'acqua?

Come scegliere un addolcitore d'acqua?

Patrizio, Ingegnere elettronico, Chioggia

Guida scritta da:

Patrizio, Ingegnere elettronico, Chioggia

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Per proteggere il tuo impianto sanitario da incrostazioni di calcare, devi fare particolarmente attenzione alla durezza dell’acqua. Se troppo dolce, l’acqua consuma le condutture; se troppo dura, sarai invaso dal calcare. La soluzione: un addolcitore d’acqua! Ma quale scegliere tra addolcitori a scambio ionico e addolcitori senza sale?

Caratteristiche importanti

  • Con sale
  • Senza sale
  • Durezza dell'acqua
  • Consumo
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La durezza dell'acqua


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Che essa provenga da una rete di distribuzione pubblica o da una fornitura privata, l'acqua che arriva nelle nostre abitazioniè sottoposta ad analisi e controlli continui che ne garantiscono la potabilità.

Dando per scontato che essa sia potabile, c'è però un altro aspetto di cui tener conto e che, se trascurato, potrebbe causare problemi soprattutto ad alcuni elettrodomestici: la durezza.

La durezza dell'acqua, o titolo idrotimetrico (TH) viene misurata in gradi francesi (°f) ed è un parametro che rappresenta il contenuto di sali di calcio e magnesio disciolti nell’acqua (come carbonati, bicarbonati, solfati, cloruri e nitrati). I valori ottimali di durezza consigliati nel decreto legislativo 31/2001 sono compresi tra 15 e 50°f e, poiché 1°f corrisponde a 10,3 mg/l di carbonato di calcio (CaCO₃) ossia 0,4 mg/l di calcio, l'intervallo di concentrazione del carbonato di calcio dovrebbe essere compreso tra 150 e 500 mg/l: l'assenza di carbonato di calcio e di magnesio è infatti causa di malattie cardiovascolari e altri disturbi.

La classificazione delle acque

In base al titolo idrotimetrico TH, e cioè al contenuto di CaCO₃, l’acqua viene classificata come:

  • molto dolce, fino a 4°f;
  • dolce, da 4 a 8°f;
  • mediamente dura, da 8 a 12°f;
  • discretamente dura, da 12 a 18°f;
  • dura, da 18 a 30°f;
  • molto dura, oltre 30°f.

Se il titolo idrotimetrico dell'acqua è inferiore a 18-20°f, non è necessario installare un addolcitore. Per conoscere il TH, esistono dei kit di misurazione rapida che sono molto facili da utilizzare. È possibile anche ricorrere ad un professionista o ad un laboratorio di analisi per avere una misurazione più precisa dei vari componenti che entrano contribuiscono alla durezza dell'acqua.

TH dell'acqua inferiore a 8°f

Sotto 8°f, l’acqua è considerata dolce, contiene pochissimo calcio ed ha una leggera tendenza a corrodere i metalli, ma non incrosta le tubature.

Th dell'acqua tra 8 e 12°f

L'acqua è considerata mediamente dura, non crea grossi problemi di incrostazione.

TH tra i 12 e i 18°f

Tra i 12 e i 18°f l’acqua è detta discretamente dura. L'intervallo tra 40 e 80 mg/l di calcio, è ideale. Né troppo corrosiva né troppo incrostante, l’acqua fornisce un importante contributo all'apporto quotidiano di calcio e magnesio.

TH superiore a 18°f

Con un contenuto di calcio > 72 mg/l, ossia superiore a 18°f, l’acqua è dura, per niente corrosiva ma, a valori elevati, incrosta rapidamente elettrodomestici ed impianti sanitari. È in questi casi che l’installazione di un addolcitore è giustificato.

Rimedi alla durezza dell'acqua


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La durezza dell'acqua non costituisce assolutamente un problema per la salute della persona, anzi, calcio e magnesio rivestono un ruolo fondamentale nella prevenzione delle malattie cardiovascolari: il calcio riduce infatti l’assorbimento dei grassi a livello intestinale, mentre il magnesio ha un effetto dilatatore sulle arterie. Inoltre, un giusto apporto di calcio è indispensabile per prevenire alcune malattie a carico delle ossa.

Il problema dell'acqua dura è legato soprattutto alle incrostazioni in tubi, raccordi e serpentine e al problema estetico dei residui di calcare su lavandini, vasche da bagno e docce. Il calcare riduce l’efficienza degli elettrodomestici che utilizzano acqua calda a causa della formazione di incrostazioni negli elementi riscaldanti, con un conseguente aumento della spesa elettrica. Col tempo queste incrostazioni possono anche danneggiare molti elettrodomestici, soprattutto quelli che lavorano con acqua calda, rendendo necessaria a una maggiore manutenzione o frequenti riparazioni.

A seconda della durezza dell'acqua, potrai avere la necessità di addolcire o semplicemente limitare i depositi di calcare. Nel primo caso, orienta la tua scelta verso un addolcitore a scambio ionico (con sale) in quanto è l’unico che riduce davvero la durezza. L’obiettivo dell'addolcitore è proprio quello di correggere la durezza della stessa. Nel secondo caso, un addolcitore senza sale (di tipo elettromagnetico) potrà essere sufficiente.

La capacità dell'addolcitore dovrà essere scelta a seconda del tuo consumo d’acqua, del numero di persone presenti in casa e della durezza dell’acqua.  

Il DPR del 2 aprile 2009, n. 59, entrato in vigore il 25 giugno 2009, ha reso obbligatorio l’adeguamento degli impianti di trattamento dell’acqua calda nelle abitazioni quando i contenuti di calcare sono troppo elevati. Se nell’edificio c’è una caldaia che produce acqua calda sanitaria, l’obbligatorietà dipende dalla durezza dell’acqua, calcolata sempre in gradi francesi °f.

Se l’impianto di riscaldamento è meno potente di 100 kW l’addolcitore diventa obbligatorio quando si supera la durezza di 25°f, mentre, se la potenza è superiore a 100 kW, è obbligatorio se si superano i 15°f. Se non c’è produzione di acqua calda si alzano i limiti, rispettivamente a 35 e 25 °f per gli impianti meno potenti e più potenti. Questi obblighi riguardano:

  • nuove costruzioni
  • ristrutturazioni totali
  • installazione di nuovi impianti termici
  • ristrutturati dei vecchi impianti termici
  • sostituzione di generatori di calore

Chi già possiede una caldaia o uno scaldabagno non è però obbligato ad adeguarsi.

Addolcitori con sale e senza sale


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Si distinguono due categorie di addolcitori d’acqua: gli addolcitori con sale e gli addolcitori senza sale. Gli addolcitori con sale, chiamati anche addolcitori a scambio ionico, sono veri e propri addolcitori perché limitano o riducono la durezza dell'acqua attraverso un processo chimico. Ne esistono fondamentalmente di due tipi:

  • addolcitori compatti: sono quelli più utilizzati, costituiti da una centralina e da un serbatoio, chiamato tino per la salamoia, che contiene il sale e la bombola con le resine
  • addolcitori a doppio corpo: sono più grandi e costituiti da due elementi nettamente separati, un filtro addolcitore nel quale vengono contenute le resine e il tino per la salamoia

Gli addolcitori senza sale sono dei dispositivi di trattamento dell'acqua, piuttosto che dei veri e propri addolcitori perché il loro scopo non è quello di eliminare il calcare nell'acqua, ma solo di prevenire i depositi nelle tubature, negli elettrodomestici, ecc. Si tratta in genere di dispositivi elettromagnetici.

Addolcitore d’acqua a scambio ionico


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Per limitare la presenza di calcio e magnesio nell’acqua, cioè del calcare, si utilizza il principio dello scambio ionico. I componenti fondamentali dell'addolcitore sono:

  • una bombola contenente la resina a scambio ionico
  • un serbatoio per lo stoccaggio del sale dove viene preparata la salamoia per rigenerare le resine
  • una centralina con comandi più o meno automatici per il controllo delle operazioni di rigenerazione

Dal punto di vista chimico, l’addolcitore sostituisce gli ioni di calcio (Ca2+) e di magnesio (Mg2+) con degli ioni di sodio (Na+). Dal lato pratico, per fare questo scambio di ioni, l'acqua viene fatta passare attraverso la resina che attrae gli ioni di calcio e di magnesio e li scambia con equivalenti ioni di sodio, che non ha nessun effetto incrostante. L'acqua in questo modo si trasforma chimicamente diventando dolce.

La capacità di scambio è ovviamente limitata dal volume della resina e dalla durezza iniziale dell'acqua da addolcire. Per questo ci sono due fasi di funzionamento ben distinte.

La fase di distribuzione

La resina è carica di sodio e l’addolcitore fornisce acqua priva di una parte dei suoi ioni di calcio e magnesio. Nella rete sanitaria viene quindi distribuita acqua addolcita.

La fase di rigenerazione

Una volta che la resina è satura di calcio e magnesio e non ha praticamente più ioni di sodio da scambiare, deve essere rigenerata. Per far ciò, e grazie alla riserva di sale, si procede all’inversione di carica della resina. La salamoia (miscela di sale e acqua) passa attraverso la resina e la pulisce privandola di tutti gli ioni scambiati in precedenza. L’acqua di lavaggio è direttamente inviata verso la rete delle acque reflue. Questa fase può durare diverse ore.

Il ciclo distribuzione/rigenerazione è assicurato da una centralina o da un programmatore che tiene conto di diversi parametri:

  • il consumo d’acqua stimato
  • la durezza iniziale dell’acqua da addolcire
  • la capacità di scambio dell’addolcitore

Dimensionamento: capacità e volume della resina dell’addolcitore

Per un addolcitore a sale, la capacità è in relazione al volume della resina. Prendi come base le seguenti indicazioni:

TH 15/20

TH 25/30

TH 35/40

TH 45/50

2 persone

10 l

10 l

10 l

16 l

4 persone

10 l

10 l

16 l

20 l

6 persone

10 l

16 l

20 l

30 l

8 persone

16 l

20 l

30 l

30 l

Addolcitore d’acqua elettromagnetico o senza sale


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In questo caso il principio è diverso. La maggior parte degli addolcitori senza sale funziona attraverso un principio elettromagnetico: il calcare contenuto nell’acqua viene trasformato in aragonite (anziché in calcite) mediante un dispositivo che applica un campo magnetico intorno alla tubazione.

In questo modo non si formano incrostazioni a valle dell'apparecchio. Si tratta dunque di un processo fisico anziché chimico perché la molecola è la stessa, viene soltanto cristallizzata ma non si modifica la composizione chimica dell'acqua.

In altre parole, non vengono soppresse le sostanze che creano le incrostazioni, ma ne viene impedito il deposito. Il TH dell’acqua non è modificato! Per questo motivo definirli addolcitori è un po’ improprio visto che il loro scopo non è quello di eliminare il calcare dall'acqua, ma si tratta piuttosto di dispositivi anticalcare.

Questo tipo di addolcitore è considerato “ecologico”, in quanto non contiene resine (difficili da riciclare), e non necessita dell’apporto di sale. Tuttavia, anche se il cambio di polarità limita i depositi di calcare, le sostanze minerali saranno comunque presenti nell’acqua.

Esso presenta solo una fase di funzionamento (distribuzione) e praticamente non necessita di manutenzione. Una volta calibrato sulla durezza dell’acqua, l’addolcitore elettromagnetico funziona costantemente.

Alcuni produttori di addolcitori senza sale affermano che la polarità inversa riduce inoltre i depositi precedenti (“mangiando” il calcare esistente), ma secondo diversi enti di certificazione ciò non è ancora stato dimostrato.

Dimensionamento

Per un addolcitore elettromagnetico, è sufficiente prendere in considerazione il TH e il diametro del condotto su cui verrà installato.

Manutenzione dell'addolcitore d’acqua


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Se scegli un addolcitore a sale, la manutenzione deve essere regolare:

  • due volte all’anno, misura il TH dell’acqua addolcita per verificare che le impostazioni siano giuste
  • due volte all’anno, pulisci i filtri di entrata e di uscita – si tratta di piccole cartucce di facile accesso, lavabili in acqua
  • una volta all’anno, disinfetta il dispositivo. In generale, è sufficiente versare direttamente nel contenitore del sale una soluzione disinfettante, lasciare agire e aziona una fase di rigenerazione manuale
  • ogni due o tre anni, pulisci completamente il contenitore del sale, aprendo manualmente la valvola di scarico. Una volta terminata la pulizia, ricarica di sale e aziona una fase di rigenerazione.

Se hai scelto un addolcitore senza sale, verifica due o tre volte all’anno che esso funzioni correttamente (presenza di calcare nel dispositivo, nella valvola dello scaldabagno, ecc.). Se desideri completare questa azione di trattamento dell'acqua, aggiungi pure un sistema di filtraggio, come ad esempio:

  • filtro a polifostati
  • filtro a carbone attivo
  • filtro a sedimento
  • filtro a cartuccia filtrante

I sistemi di filtrazione preservano la salute del consumatore e per un funzionamento ottimale, bisogna provvedere alla loro manutenzione.

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Patrizio, Ingegnere elettronico, Chioggia, 32 guide

Patrizio, Ingegnere elettronico, Chioggia

Professionista della manutenzione e ingegnere elettronico di formazione, i miei strumenti e i miei utensili non trovano sosta neanche il fine settimana: l’auto, la barca, la casa con tutti i suoi elettrodomestici, il giardino e la piscina, sono lì per ricordarmi che anche loro hanno bisogno della mia attenzione. E poiché le mie disponibilità economiche hanno un limite, metto in gioco le mie competenze che cerco di ampliare giorno per giorno e progetto dopo progetto. Ho un gruppo di amici con i quali, nel fine settimana, condivido l’interesse per il fai-da-te: ci scambiamo esperienze, consigli e idee, ci aiutiamo a vicenda a realizzare i nostri progetti in un’atmosfera allegra e amichevole. È anche questo il fascino del fai-da-te e se potrò aiutare anche voi, per me sarà un vero piacere.

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