Come scegliere un parquet prefinito

Come scegliere un parquet prefinito

Giovanni, giardiniere per passione, Umbria

Guida scritta da:

Giovanni, giardiniere per passione, Umbria

107 guide

Il parquet prefinito è un rivestimento per pavimento che seduce con le sue essenze (quercia, teak, merbau, wengé), la finitura (vernice, olio, cera) e la semplice posa flottante. Composto da un pannello, un strato di controbilanciamento e uno di legno nobile, questo parquet si può posare in qualsiasi stanza della casa.

Caratteristiche importanti

  • Essenza
  • Strato di usura
  • Rifinitura
  • Formato
  • Posa
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Definizione di parquet prefinito o multistrato


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Esistono due tipi di veri parquet: il parquet massello e il parquet prefinito, chiamato anche parquet multistrato. Sono gli unici due prodotti che hanno il diritto di essere chiamati “parquet”! Tutti gli altri che lo imitano sono dei rivestimenti per pavimento. Infatti, per essere un parquet, il pavimento deve avere uno strato di legno nobile uguale o superiore a 2,5 mm. Al di sotto di tale valore, è vietato parlare di parquet!

Alcuni prefiniti non hanno niente da invidiare al parquet massello in termini di resistenza o di finitura.

Si tratta dell'assemblaggio di 3 elementi: un pannello HDF (High Density Fiberboard, ossia di fibre ad alta densità) o un listellato (al centro), uno strato di usura, ossia lo strato superiore in legno nobile di 2,5 mm, e un controbilanciamento (quello inferiore). Questi tre elementi vengono pressati tra loro in fabbrica.

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Parquet massello

La scelta di un parquet prefinito

Le essenze legnose


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Come per un parquet massello, bisogna scegliere il proprio legno! Esistono diverse essenze per i parquet prefiniti. Quella più comune resta la quercia, ma troverai anche dei prefiniti con essenze più esotiche come il wengé, il merbau, il teak, ecc. È innanzitutto una questione di gusto: non dimenticare che le essenze esotiche cambiano colore con il tempo.

Lo strati di usura in legno nobile

I parquet prefiniti hanno uno strato di usura di 2,5 mm (minimo) fino a 6 mm (parquet semi-massello). Lo strato di usura, conferisce più o meno resistenza al parquet. Tutto ovviamente dipende dalla durezza del legno scelto, ma in linea generale, più lo strato di usura è spesso, più il parquet resiste al calpestio. Un parquet prefinito con strato di usura da 3,2-3,5 mm è normalmente adatto a tutti gli ambienti della casa.

Le rifiniture

I parquet prefiniti sono generalmente rifiniti in fabbrica e pronti da posare. Si possono trovare verniciati o oliati, colorati o meno, spazzolati, invecchiati… Tutto è possibile e la scelta è molto importante. I prefiniti possono essere smussati su 2 o 4 lati.

I formati

I parquet prefiniti possono presentarsi sotto forma di 2 o 3 strip (diverse listelli sulla stessa larghezza dell’asse) o in formato listone. La tecnologia del prefinito permette di creare un parquet largo, seppur limitandone lo spessore a 14/15 mm. Troverai perciò tutte le larghezze, dalla più piccola di 90 mm fino a 300 mm per la più grande. Le larghezze più comuni dei listoni sono di 180/190 mm, per lunghezze di 1800/2000 mm.

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Parquet

Posa di un parquet prefinito


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È la differenza principale rispetto ad un parquet massello. La posa di un parquet prefinito è detta “flottante”, ossia il parquet non è attaccato al supporto. Come per un rivestimento laminato, si pone un tappetino sottopavimento adatto e si posa direttamente il parquet incastrando i listoni uno con l'altro. È possibile utilizzare gli avanzi di una fila per iniziare quella successiva.

La posa è spesso facilitata da dei sistemi di assemblaggio “clic”, di cui beneficiano quasi tutto i parquet prefiniti. Esistono ancora tuttavia, dei parquet prefiniti che come i masselli, hanno un sistema di connessione maschio-femmina. In quel caso bisogna perciò incollare la scanalatura e la linguetta in modo che il sistema flottante funzioni. Attenzione, la posa sembra più facile rispetto ad un parquet massello ma bisogna comunque rispettare delle regole ferree! Si tratta in ogni caso di un prodotto a base naturale che potrebbe muoversi con il tempo. La dilatazione ai bordi e vicino alle soglie delle porte non deve essere trascurata e impedita. Bisogna rispettare delle regole di base che riguardano l’umidità del supporto e l’igrometria dell’aria in modo che il parquet si adatti alle stanze.

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Tappetino sottopavimento

I 4 vantaggi del parquet prefinito

1. Stabilità

Grazie alla loro composizione, i parquet prefiniti sono più stabili dei parquet massello. Si muovono nettamente di meno, anche se non bisogna trascurare le regole di acclimatazione del prodotto.

2. Posa in qualsiasi stanza


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I parquet prefiniti possono essere posati in qualsiasi stanza, a condizione che lo strato di usura in legno nobile sia adatto. E ovviamente, che siano sottoposti a regolare manutenzione a seconda dell’utilizzo! Il parquet di una camera da letto su cui ci si cammina in ciabatte e quello del soggiorno su cui ci si passa con le scarpe, non possono essere trattati allo stesso modo! Solo il bagno è generalmente da evitare, a meno che non si utilizzi un’essenza esotica più resistente all’acqua.

3. Posa flottante: une posa facilitata

La posa di un parquet prefinito è ampiamente accessibile a qualunque tuttofare. Essa è semplice e rapida se si rispettano bene le regole di base. Leggi bene le istruzioni per la posa!

4. Rinnovare il parquet prefinito

Un parquet prefinito si rinnova allo stesso modo di un parquet massello. È un vantaggio innegabile. Se il parquet è troppo rovinato o graffiato, basta levigarlo e applicare poi la rifinitura desiderata. Si può inoltre decidere di cambiarne completamente il look, applicando un nuovo colore, passando da una tinta naturale color miele ad un grigio antracite, per esempio. Diversi prodotti di rifinitura del legno lo permettono!

A titolo informativo, quando si leviga completamente un parquet, si toglie 1 mm di legno! Considerando di levigarlo una volta ogni dieci anni, anche se si tratta ti un prefinito, la sua durata di vita non è un problema!

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Giovanni, giardiniere per passione, Umbria

Alto come un soldo di cacio, già lavoravo nel giardino di famiglia. Forse è da lì che è nato il mio interesse per le piante e il giardinaggio. Era quindi logico per me seguire degli studi sia di biologia vegetale che di agraria. Accogliendo la richiesta di diversi editori, ho scritto in 25 anni numerosi libri sulla tematica delle piante, dei funghi (argomento che mi è a cuore), essenzialmente delle guide per il riconoscimento all’inizio, ma presto anche in seguito, sul giardinaggio, riallacciandomi così alla prima passione della mia infanzia. Ho anche collaborato regolarmente con diverse riviste specializzate nell’ambito del giardinaggio o più in generale della natura. Siccome non c’è giardiniere senza giardino, è in un piccolo angolo dell’Umbria che coltivo il mio da 30 anni e dove metto in pratica i metodi di coltura che vi consiglio.

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