Come scegliere una stufa a pellet

Come scegliere una stufa a pellet

Sebastiano, Tuttofare autodidatta

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Sebastiano, Tuttofare autodidatta

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Le stufe a pellet sono simili alle stufe a legna ma utilizzano come combustibile il pellet, ottenuto principalmente da scarti delle lavorazioni del legno. Il sistema di diffusione del calore può variare: a convezione, ad aria calda o idraulico. Segui la nostra guida per scegliere la stufa più adatta alle tue esigenze.

Caratteristiche importanti

  • Rendimento
  • Potenza
  • Programmazione
  • Estetica
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Come funziona una stufa a pellet


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La stufa utilizza come combustibile dei granuli di legno, detti anche pellet. Accumulati in un serbatoio o in una tramoggia, questi granuli sono convogliati tramite una vite senza fine nella camera di combustione. L'accensione avviene mediante una resistenza elettrica o una candeletta di accensione e la stufa è mantenuta accesa grazie all'apporto di aria esterna dal condotto di aspirazione, spesso dotato di un ventilatore, e dall'afflusso regolare del pellet in funzione della potenza di calore richiesta.

Questo meccanismo è abbinato ad un regolatore sul quale si imposta una temperatura di riferimento. Grazie ad una sonda la stufa a pellet regola l'apporto di granuli e di aria esterna e, una volta raggiunta taletemperatura,la mantiene così regolata. La maggior parte degli apparecchi più recenti permette di impostare dei programmi corrispondenti a diverse modalità di funzionamento con diversi valori. Questo principio è comune a tutte le stufe a granuli, anche se il sistema di diffusione del calore può variare.

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Stufa a pellet

I sistemi di diffusione del calore della stufa a pellet

Le stufe a pellet a ventilazione forzata


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Questo tipo di stufa a pellet immette aria calda nell'abitazione grazie ad uno o più ventilatori. Ciò permette un aumento rapido della temperatura, ma richiede, in alcuni casi, l'installazione di condotti per incanalare il calore verso le zone più lontane dell’edificio. Offre il vantaggio di consentire di scaldare diversi ambienti della casa ma ha il difetto di produrre un rumore di fondo percepibile, anche se nei modelli più recenti sono stati apportati miglioramenti dell’insonorizzazione.

Le stufe a pellet a convezione


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Questo tipo di stufa a pellet funziona secondo il principio della diffusione passiva. Dotata molto spesso di pietre refrattarie, il calore viene accumulato e poi restituito all'ambiente da riscaldare. Il raggiungimento della temperatura ottimale è tuttavia più lento e ciò impedisce di distribuire l'aria calda nelle altre stanze ma è un tipo di stufa totalmente silenziosa.

Le stufe a pellet idrauliche


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Le stufe idrauliche sono particolari perché il calore generato dalla stufa a pellet serve a riscaldare l'acqua. Viene raccordata all’impianto di riscaldamento o al pavimento riscaldante. Può anche essere utilizzata per riscaldare l'acqua calda sanitaria (ACS). Tecnicamente è più complessa ma il suo utilizzo rimane semplice. Tuttavia, se disponi di un grande circuito idraulico, la sua autonomia può rivelarsi scarsa, la ricarica di combustibile frequente e il rendimento inferiore a quello di una caldaia.Indipendentemente dal tipo di stufa a pellet, affinché funzioni correttamente e senza pericoli, la stufa deve essere dotata di una presa d'aria esterna e di un'uscita per lo scarico dei fumi attraverso un camino. La stufa a pellet deve avere il marchio CE ed essere conforme alle norme UNI EN 14785 e UNI 10683.

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Stufa a pellet

La certificazione Aria Pulita, il Conto Termico e le sovvenzioni per l’installazione

La Certificazione Aria Pulita 

La certificazione «Aria Pulita» è un marchio di qualità nazionale volontario dell’AIEL, l’Associazione Italiana Energie Agroforestali, per affrontare il problema della qualità dell'aria e contemporaneamente valorizzare i miglioramenti tecnologici di stufe, inserti e caldaie a legna o pellet per il riscaldamento domestico (potenza inferiore a 35 kW). Sul modello di altri sistemi di classificazione europei, cinque classi (individuate da altrettante stelle) definiscono la conformità dei prodotti rispetto a due principali requisiti: emissioni e rendimento.

Come previsto dal DM186/2017 il produttore di apparecchi di riscaldamento deve richiedere ad un ente certificatore, il rilascio della certificazione ambientale. L'organismo di certificazione esegue prove sull'apparecchio per individuarne la classe di qualità e rilascia quindi la certificazione. Il produttore ha l'obbligo d'indicare nel libretto di installazione e manutenzione, la classe di appartenenza e le prestazioni emissive dell'apparecchio.

Ciascun apparecchio è quindi inserito in una categoria (non sono presi in considerazioni gli apparecchi con una sola stella).Alcune normative riguardanti le stufe a pellet variano da regione a regione e da comune a comune, in base alle fasce climatiche. È molto importante quindi verificare quali sono le normative vigenti nel comune prima di prendere una decisione e assicurarsi che non ci siano restrizioni all’utilizzo di stufe

Il Conto Termico e le sovvenzioni per l’installazione

Il Conto Termico è un pacchetto di incentivi e agevolazioni rivolti a migliorare l'efficienza energetica mediante l'incoraggiamento della produzione di energia termica da fonti rinnovabili.

Gli incentivi del Conto Termico permettono di risparmiare fino al 65% (attraverso un rimborso erogato dal Gestore Servizi Energetici) sulla sostituzione di apparecchiature domestiche come stufe, caldaie o inserti, con prodotti di ultima generazione in grado di garantire basse emissioni e alti rendimenti energetici.

Il contributo (che viene ricevuto direttamente sul proprio conto corrente in unica soluzione) varia in base a potenza (apparecchi con più alto rendimento ricevono un contributo maggiore), emissioni (i contributi più importanti sono erogati per gli apparecchi meno inquinanti), e fascia climatica del comune in cui l'apparecchio viene installato (i contributi sono maggiori nei comuni più freddi).



Per ottenere gli incentivi previsti dal Conto Termico è necessario che la stufa sia installata da personale abilitato che dovrà rilasciare un certificato di conformità; occorre poi rivolgersi al sito web del Gestore Servizi Energetici e seguire la procedura online.

Bisogna possedere tutti i documenti necessari da inserire nel portale, tra cui:

  • fattura di acquisto;
  • dichiarazione di conformità e fattura dell'installazione;
  • scontrino di acquisto del combustibile (legna o pellet).

Scegliere la potenza della stufa a pellet

La potenza è il valore che permette di valutare la capacità di riscaldare di una stufa è espressa in Watt (W) o in kilowatt (kW); 1000 W = 1 kW. Unità di misura standardizzata, la potenza è conforme alle norme europee EN13229 e EN13240. La potenza di una stufa a pellet è data per un volume espresso in metri cubi (m3) o una superficie in metri quadrati (m2). La potenza, essendo relativa al volume da scaldare, influenza direttamente il consumo di combustibile cioè del pellet.

La potenza di una stufa a pellet deve essere determinata in funzione del volume da riscaldare ma anche in funzione della qualità dell’isolamento dell’alloggio. In generale, si considera il rapporto seguente per stimare la potenza di un apparecchio di riscaldamento: 1m2=0.1kW. Inoltre, per un alloggio di superficie di 80 m2 è necessaria una stufa a pellet di 8 kW. Questo valore è dato per una temperatura nell’ambiente di 21°C con una temperatura esterna di -7 °C.


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In ogni caso, per la scelta ed il calcolo della potenza di una stufa a pellet, si devono distinguere due tipi di abitazione in funzione della qualità del loro isolamento: le abitazioni già esistenti e le abitazioni di nuova costruzione.

Abitazione già esistenti o ristrutturate

Le abitazioni già esistenti o le abitazioni che sono state ristrutturare con interventi di re‑isolamento necessitano di una potenza di 100 W (0.1 kW) per metro quadrato (m2) o 0.04 kW per metro cubo (m3). Un alloggio di 90 m2 cioè di 225 m3 (altezza dal pavimento considerata di 2.50 m) ha bisogno di una stufa a pellet di 9 kW (225 x 0.04 o 90 x 0.1).

Abitazione di nuova costruzione o abitazioni recenti

Le abitazioni di nuova costruzione o le abitazioni recenti necessitano di una potenza di 60 W (0.06 kW) per metro quadrato (m2) o 0.024 kW per metro cubo (m3). Nel caso dell’esempio di un alloggio di 90 m2 o di 225 m3, la potenza della stufa a pellet è di 5.4 kW (225 x 0.024 o 90 x 0.06). Nel caso in cui il valore calcolato non corrisponda ad una potenza disponibile, conviene avvicinarsi al massimo della potenza necessaria per eccesso – cioè nel nostro esempio 5.5 kW o 6 kW.Il rendimento delle stufe a pellet è eccellente e migliore di quello delle stufe a legna soprattutto grazie all’utilizzo di un combustibile a tasso di umidità molto basso – il pellet ha un tasso di umidità inferiore al 10%. Inoltre, le stufe a pellet dispongono di una regolazione elettronica che permette di consumare la giusta quantità di pellet per l’impostazione desiderata di temperatura.

Tuttavia, tieni conto che per avvicinarsi ai dati dei costruttori (che danno spesso un rendimento tra l’80 e il 90%), è necessario regolare bene la stufa a pellet. Una stufa a pellet ben dimensionata ma mal regolata non risponderà alle tue attese, consumerà molto pellet, si sporcherà troppo velocemente, finirà per provocare malfunzionamenti e guasti e non assicurerà un riscaldamento efficace.

Superficie dell'alloggio da scaldare

Volume dell'alloggio da scaldare

Potenza di una stufa a pellet per un'abitazione esistente

Potenza di una stufa a pellet per nuove o recenti costruzioni

Potenza di una stufa a pellet per un'abitazione isolata

80 m²

200 m3

8 kW

4,8 kW

8 kW

100 m²

250 m3

10 kW

6 kW

10 kW

110 m²

275 m3

11 kW

6,6 kW

11 kW

120 m²

300 m3

12 kW

7,2 kW

12 kW

130 m²

325 m3

13 kW

7,8 kW

13 kW

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Caratteristiche da valutare per scegliere bene una stufa a pellet

Una volta determinata la potenza della stufa a devi comparare i diversi modelli di stufe a pellet, il loro sistema di diffusione del calore e scegliere.

Stufa a pellet: scegliere il sistema di diffusione di calore


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Se la stufa a pellet verrà installata in un soggiorno o se temi di essere sensibile al ronzio dei ventilatori, orientati verso la convezione.

Se la stufa a pellet è utilizzata come riscaldamento supplementare avrai bisogno di un apparecchio che arriva rapidamente a temperatura; in questo caso la ventilazione forzata è sicuramente una buona scelta. Allo stesso modo se desideri distribuire l’aria calda in altre stanze o in altri piani, scegli una stufa a pellet a ventilazione forzata che disponga di un ripartitore di calore.

Se desideri produrre anche l’ACS (Acqua Calda Sanitaria) con la stufa a pellet o se la tua abitazione dispone già di un circuito idraulico di riscaldamento, le stufe idrauliche, possono una buona soluzione.

Regolazione di una stufa a pellet


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Relativamente alla regolazione, la maggior parte delle stufe a pellet è dotata di un regolatore tipo PIDProporzionale-Integrale-Derivativo. Questo tipo di regolazione permette di mantenere una temperatura (data da una sonda) regolata su un valore da te impostato. Tuttavia, sappi che certe stufe a pellet hanno la sonda integrata nella loro struttura e altre hanno una sonda separata. Il fatto di avere una sonda separata ti permette di collocarla al centro della stanza per una misurazione più precisa.

Programmazione di una stufa a pellet


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Assicurati che il modello di stufa a pellet che hai intenzione di acquistare disponga di una programmazione compatibile con il tuo stile di vita. Sulla maggior parte dei modelli puoi configurare molteplici programmi al giorno su più giorni.Alcune stufe a pellet vanno ben oltre ed offrono una modalità economica (che mette in standby la stufa a pellet una volta raggiunta la temperatura impostata per risparmiare combustibile), una modalità assente (senza regolazione preventiva, la stufa a pellet mantiene una temperatura minima nell’abitazione, generalmente regolata in fabbrica a 15°C ma modificabile), un allarme di riserva (la stufa dispone di un allarme quando il serbatoio è quasi vuoto), una sicurezza porta e serbatoio aperti ecc. Fai attenzione alle caratteristiche di programmazione della stufa che ti interessa per essere certo di poterla utilizzare come desideri.

Tipo di serbatoio e rifornimento delle stufe a pellet


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Troppo spesso trascuriamo questo aspetto molto importante poiché determina la frequenza di caricamento dei granuli di pellet. Tieni presente che la maggior parte delle stufe a pellet dispongono di un serbatoio che può contenere un sacco intero di pellet (15 kg). Tuttavia, esistono modelli di stufe a pellet che hanno serbatoi più grandi, quindi una maggiore autonomia, che fa sì che non debbano essere ricaricate tutti i giorni.Il rifornimento è abbastanza faticoso poiché bisogna sollevare i sacchi da 15 kg e versarli nel serbatoio. Se hai difficoltà, esistono dei dispositivi opzionali di riempimento senza dover sollevare i sacchi troppo in alto. La compatibilità delle stufe a pellet con questo tipo di dispositivo è specificata nelle descrizioni. Oltre al rifornimento non dovrai trascurare l’elettromeccanica e dunque la manutenzione indotta. Occorre tener presente pertanto che la maggior parte delle stufe a pellet funziona con una vite senza fine, solo una minima parte dei modelli è dotata di una ruota a tazze – la vite senza fine tende a diffondersi sulla totalità delle stufe a pellet.

Manutenzione di una stufa a pellet


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Come per tutti i sistemi di riscaldamento a combustione, dovrai fare una manutenzione regolare sulla stufa a pellet come pure sui condotti di immissione e di uscita dei fumi. Un tecnico specializzato potrà farsi carico di questo lavoro.Ad ogni pieno di pellet dovrai pulire il focolare. Scegli una stufa con un’apertura larga per un accesso facile, con una camera di combustione smontabile (per poterla pulire al di fuori della stufa) e con un cassetto porta cenere rimovibile. Vedrai che se la stufa a pellet è ben regolata non si sporcherà troppo – potrai rendertene conto soprattutto dal vetro anteriore che si annerisce.

Design di una stufa a pellet


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Sempre più costruttori propongono stufe a pellet dall’estetica curata se non addirittura di design; ciò nonostante questo non deve essere il tuo criterio di scelta principale. Sappi semplicemente che esistono delle stufe con forme diverse che si integrano in diversi ambienti. Considera che dovrai comunque rispettare uno spazio anti-fuoco dietro la stufa a granuli o installare uno schermo termico sul muro e lasciare una zona libera davanti alla stufa compresa tra 60 e 90 cm. Una volta prese in considerazione tutte queste restrizioni, lascia andare la fantasia sulla forma e sul colore!

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Stufa a granuli

5 consigli per scegliere bene e manutenere la propria stufa a pellet

Qualità del Servizio Post Vendita

Acquistare la stufa è indubbiamente una tappa importante ma non è che la prima. Informati sulla marca della stufa a pellet che hai scelto e sulla qualità e l’efficienza del Servizio Post Vendita – tecnici disposti a intervenire rapidamente, disponibilità dei pezzi di ricambio, tariffe, ecc.

Potenza minima e massima 

Il buon dimensionamento della potenza è assolutamente necessario per beneficiare di una stufa a pellet performante. Deve essere considerata anche la potenza al minimo o potenza minima – anche se dimensionata in base alla capacità di riscaldare, una potenza minima troppo alta può comportare un sovraconsumo.

Rendimento

Più il rendimento di una stufa a pellet è alto, più è economica. Non esitare a scegliere una stufa a pellet con un alto rendimento (80%).

Installazione e manutenzione

L’installazione da parte di un professionista è necessaria per beneficiare degli incentivi. Non trascurare questo punto! Per quanto riguarda la manutenzione, non dimenticare di far pulire i condotti del camino almeno una volta all’anno, per evitare contestazioni da parte della compagnia di assicurazione in caso di sinistro.

Scelta del pellet

Il prezzo del pellet può variare da un distributore all’altro. Un appartamento di 100 m2 equipaggiato con una stufa di 10 kW come unico sistema di riscaldamento ha un consumo medio annuale di 1359 kg di pellet cioè 1.35 tonnellate. Scegli granuli normati UNI. Le certificazioni del pellet secondo queste norme, indicano che il tasso di umidità è molto basso (inferiore al 10%), la quantità di particolato (polveri sottili) inferiore a 1% in massa ed il potere calorifico compreso tra 4.6 e 5.3 kWh/kg. La qualità del pellet ha impatto diretto sulla qualità del riscaldamento e l’imbrattamento della stufa e dei suoi condotti.Per sapere tutto sul riscaldamento a legna, segui i consigli dei nostri redattori e scopri le loro guide:

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Rifare un tetto? Fatto. Addetto ai consigli di bricolage in un negozio? Fatto. Rifare l'impianto idraulico di un bagno? Fatto. Abbattere muri, costruire muri, dipingere pareti? Fatto. Sapete qual è il motto del tuttofare? Imparare è meglio che delegare! E poi è anche una questione di portafoglio e di soddisfazione personale! Consigliarvi? Farò del mio meglio!

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