Creare un giardino giapponese

Creare un giardino giapponese

Giovanni, giardiniere per passione, Umbria

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Giovanni, giardiniere per passione, Umbria

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Nato da una tradizione ancestrale, questo tipo di giardino racchiude un forte simbolismo, in cui gli elementi della natura vengono rappresentati in miniatura. Proprio come nel giardino zen, dove la ghiaia simboleggia il mare, la roccia la montagna e il muschio la foresta, ecco i consigli per realizzare il tuo giardino giapponese, con o senza acqua!

Caratteristiche importanti

  • Elementi del giardino giapponese
  • Presenza d'acqua o giardino zen
  • Curve e asimmetria
  • Scelta delle piante
  • Elementi decorativi
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Uno spazio che infonde serenità


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Il giardino giapponese ha le sue radici in un'antica tradizione importata dalla Cina in Giappone tra il VI e VII secolo; è una composizione realizzata dall'uomo come una vera opera d'arte, uno spazio che invita alla contemplazione. Frequente nei giardini pubblici, all'interno dei templi buddisti e nei siti storici di questo paese, è un luogo di relax, serenità e meditazione con una forte dimensione religiosa o spirituale.

La composizione si basa sulla riproduzione degli elementi della natura: mari, montagne, fiumi e foreste. Questi elementi del paesaggio sono riprodotti in miniatura e, poiché si tratta spesso di spazi limitati, sono solitamente rappresentati in modo simbolico.

Gli elementi fondamentali che caratterizzano il giardino giapponese sono tre:

  1. I minerali: sabbia, ghiaia, pietre, ciottoli, rocce.
  2. Le piante: alberi, arbusti, felci, muschi.
  3. L'acqua: laghetti, fontane, cascate.
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Sabbia

Giardino giapponese o giardino zen


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Esistono diversi tipi di giardini giapponesi: giardini di meditazione, giardini di contemplazione e giardini di passeggio. Il giardino zen è una variante leggermente diversa, spesso di piccole dimensioni con una superficie di pochi metri quadrati, dove è il paesaggio è raffigurato in modo molto stilizzato:

  • un'isola montagnosa diventa una roccia;
  • una foresta è rappresentata dal muschio;
  • il mare è sintetizzato da sabbia o ghiaia rastrellata a onde sinuose.

L'assenza di acqua e vegetazione, presente invece negli altri giardini giapponesi, gli è valso il nome di giardino secco (Karesansui). Il giardino zen è, per eccellenza, quello dedicato alla contemplazione.

I principi fondamentali del giardino giapponese


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Il giardino giapponese non ha un impianto geometrico né linee rette o angoli, ma segue un disegno naturale organizzato sulle curve e le asimmetrie. Per questo non ci sono percorsi rettilinei, le pietre o le piante sono raggruppate in numero dispari, spesso 3, oppure 5 o 7 e così via. Semplicità e sobrietà sono le parole chiave del giardino giapponese, per cui gli elementi decorativi vi appaiono senza eccessi.

I diversi elementi del giardino, oggetti o piante, devono essere sufficientemente distanziati in modo da risaltare. Non deve esserci "disordine" o aiuole composte da arbusti e fiori come nei giardini occidentali. I materiali naturali o nobili (legno, pietra o bronzo) sono da preferire.

I viali punteggiati di passi giapponesi invitano la persona a percorrerli per scoprire altre prospettive del giardino senza calpestare le piante coprisuolo. Gli spazi lasciati liberi non sono ricoperti con prato come avviene spesso nei nostri giardini, ma con ghiaia o sabbia a motivi geometrici, spesso delle linee ondulate realizzate con un rastrello speciale.

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Passi giapponesi

Gli elementi che compongono un giardino giapponese

Anzitutto, fai un progetto del tuo futuro giardino. Dividi lo spazio in sezioni asimmetriche (l'asimmetria è tra i principi fondamentali del giardino giapponese) e disegna i percorsi. Segna la posizione dei principali elementi: grandi alberi, rocce, laghetti, ponti, fontane. Gli elementi di un giardino giapponese sono tanti e diversi, ma devono essere integrati in un contesto che assicuri una certa omogeneità all'insieme, tenendo conto dei principi estetici che ne regolano la disposizione.

I materiali minerali: pietre, ghiaia


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La scelta delle pietre dipende dalla loro forma, dalla texture, dal colore e dalla dimensione. Spesso sono raggruppate per 3, 5 o 7 elementi. Un tempo reperibili in natura, oggi vengono principalmente lavorate e tagliate. Le distese di ghiaia vengono rastrellate per disegnare delle curve che simboleggiano l'acqua, le onde, le correnti e poste di preferenza attorno alle rocce che diventano così degli isolotti o delle montagne. I motivi sinuosi, a onde, trasmettono un'idea di movimento che contrasta con la staticità delle rocce.

Le specie vegetali

La scelta delle specie vegetali dipende dai loro colori, piuttosto che dai fiori. Le loro foglie o la loro corteccia prendono vigore in periodi diversi dell'anno. Per i giapponesi, le piante racchiudono spesso un significato simbolico, religioso o filosofico.

Alberi e arbusti


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Gli alberi e gli arbusti vengono piantati e potati in modo da non creare una barriera visiva, ma lasciano correre lo sguardo verso altri angoli del giardino. Il loro aspetto è spesso modellato dall'uomo per dar loro una silhouette particolare. Non hanno quasi mai un portamento verticale ma i loro tronchi vengono inclinati o contorti. La potatura a nuvola (Niwaki) viene principalmente utilizzata per i pini ed è emblematica del giardino giapponese. La tecnica Niwaki dona alle piante l'aspetto di un bonsai gigante.

Gli alberi da preferire


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  • Acero 
  • Ciliegio e ciliegio giapponese
  • Magnolia 
  • Sofora del Giappone 
  • Salice 
  • Ginkgo 
  • Conifere: pino, cedro, cipresso.

Gli arbusti da preferire


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  • Bambù sacro o Nandina domestica che, in realtà, non è un bambù 
  • Rododendro 
  • Camelia del Giappone 
  • Fusaggine 
  • Agrifoglio

I bambù


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Sono presenti in tutti i giardini giapponesi e alcune varietà, come il bambù dorato o il bambù nero, sono particolarmente apprezzate per i colori delle canne, molto variabili e decorativi.

Ne esistono di tutte le dimensioni: il bambù nano, per esempio, non supera i 50 cm di altezza. Il bambù è una pianta piuttosto infestante: per evitare che il terreno sia invaso da germogli disordinati, pianta dei bambù con rizomi a sviluppo non strisciante come i Fargesia.

Le piante perenni


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Le piante basse e perenni non vengono scelte per la bellezza della fioritura, bensì per il fogliame. Ecco alcuni esempi:

  • Aucuba japonica;
  • Hosta del Giappone;
  • Carex del Giappone;
  • Festuca blu;
  • Felci: Dryopteris cycadina, Cyrtomium falcatum.

Le piante tappezzanti


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Nei giardini giapponesi il prato viene sostituito dal muschio. Per imitare questo effetto, quando le condizioni non sono favorevoli alla crescita del muschio, puoi piantare la sagina (Sagina subulata) o la helxine (Soleirolia soleirolii).

L'acqua


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Diversamente dai nostri giardini occidentali, l'acqua è un elemento indispensabile nei giardini giapponesi. L'acqua può assumere diverse forme: stagno, fiume, cascata. Gli specchi d'acqua hanno un contorno irregolare e asimmetrico; possono essere alimentati da un corso d'acqua o da una canalizzazione. Di tanto in tanto sono circondati da piante quali iris, oppure animati dalle carpe giapponesi (carpe koi) che nuotano all'interno del laghetto.

Sono spesso abbelliti da un ponte in legno o da pietre di guado che consentono di raggiungere l'altra sponda o un isolotto al centro dello stagno. Una fontana basculante in bambù, alimentata da una pompa, può essere installata se non ci sono correnti d'acqua. Se invece non hai acqua, puoi sempre simboleggiare un fiume con un letto di ciottoli... che potrai addirittura scavalcare con un piccolo ponte finto!

Gli elementi della decorazione


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Non esiste giardino giapponese senza lanterna. Le lanterne un tempo servivano per illuminare il giardino di notte e decorarlo di giorno, grazie alle loro qualità estetiche. Inizialmente realizzate in bronzo, oggi sono spesso in pietra e talvolta in legno. Come elementi decorativi, è possibile trovare anche delle vasche in pietra o in bronzo, delle statuine di Buddha o di draghi, oppure delle pagode.

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Giovanni, giardiniere per passione, Umbria

Alto come un soldo di cacio, già lavoravo nel giardino di famiglia. Forse è da lì che è nato il mio interesse per le piante e il giardinaggio. Era quindi logico per me seguire degli studi sia di biologia vegetale che di agraria. Accogliendo la richiesta di diversi editori, ho scritto in 25 anni numerosi libri sulla tematica delle piante, dei funghi (argomento che mi è a cuore), essenzialmente delle guide per il riconoscimento all’inizio, ma presto anche in seguito, sul giardinaggio, riallacciandomi così alla prima passione della mia infanzia. Ho anche collaborato regolarmente con diverse riviste specializzate nell’ambito del giardinaggio o più in generale della natura. Siccome non c’è giardiniere senza giardino, è in un piccolo angolo dell’Umbria che coltivo il mio da 30 anni e dove metto in pratica i metodi di coltura che vi consiglio.

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