Il periodo delle gelate tardive nell'orto

Il periodo delle gelate tardive nell'orto

Giovanni, giardiniere per passione, Umbria

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Giovanni, giardiniere per passione, Umbria

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I Santi del Ghiaccio (12, 13 e 14 maggio), sono un periodo temuto dal coltivatore. Ne tiene conto ad ogni primavera per determinare se è il momento di seminare o mettere a dimora. Prima di queste date non si è al sicuro dal gelo, ma dopo queste date tutte le colture possono essere piantate. Ecco come funziona davvero.

Caratteristiche importanti

  • Origine
  • Date
  • Gelate
  • Piantagioni
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Origine dei Santi di ghiaccio: dal Medioevo ai giorni nostri


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Le prime tracce di questa credenza dove vita quotidiana e religione si incontrano risalgono ai periodi travagliati dell'Alto Medioevo, intorno all'anno 500 della nostra era. Nel mese di maggio, torna a fare capolino il sole e il clima mite, le temperature risalgono, la terra si riscalda e giardinieri e agricoltori ritengono questo il momento opportuno per piantare e seminare. Ma succede, in alcuni anni, che le temperature sfavorevoli e il gelo fanno irruzione, vanificando completamente il lavoro dei coltivatori.

In quell'epoca, Mamerto, allora arcivescovo del comune francese di Vienne, aveva introdotto i riti propiziatori delle Rogazioni per porre fine alle calamità di ogni genere che si verificavano spesso nel mese di maggio. Questa ricorrenza religiosa durava tre giorni, nel corso dei quali le preghiere e il digiuno precedevano la celebrazione dell'Ascensione. Il termine "rogazione" deriva dal latino rogare, chiedere, e la popolazione rurale dell'epoca chiedeva in particolare la protezione delle colture e un buon raccolto.

In seguito, poiché le preghiere si dimostrarono poco efficaci, il periodo di digiuno fu interrotto e i tre giorni di rogazioni divennero premonitori del freddo; i contadini allora credettero che fosse preferibile evitare di piantare o seminare prima di queste date e i tre giorni iniziarono a essere associati ai santi di ghiaccio.

I santi originari non figurano più nel nostro calendario dal 1960. La Chiesa cattolica, che per tradizione mal vede le usanze pagane distanti dalle festività e dalle pratiche religiose, li ha sostituiti con altri santi. Attualmente, i "santi di ghiaccio" restano comunque un periodo di riferimento per molti coltivatori.

Quali sono i santi e le date


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Secondo la tradizione popolare, questi sono i santi di ghiaccio e le date a cui vengono associati:

  • 11 maggio: San Mamerto l'arcivescovo che, involontariamente, ha dato origine alla tradizione dei santi di ghiaccio.
  • 12 maggio: San Pancrazio, un adolescente che fu decapitato nel 304 all'età di 14 anni perché non voleva rinunciare alla religione cristiana. È diventato il santo patrono protettore dei bambini.
  • 13 maggio: San Servazio era un vescovo molto popolare della diocesi di Tongres, in Belgio, nel IV secolo.

Poiché le gelate non si interrompono necessariamente il 13 maggio, intervengono anche altri santi meno conosciuti del mese di maggio:

  • 14 maggio: San Bonifacio. Un detto popolare afferma: "Maggio per quanto bello, salva un granello di ghiaccio; un po' per San Pancrazio, un po' per San Servazio e il resto per San Bonifacio".
  • 19 maggio: Sant'Ivo. In Bretagna viene considerato l'ultimo santo di ghiaccio.
  • 20 maggio: San Bernardino, che ha dato origine al detto: "Gelo a San Bernardino, addio vino".
  • 25 maggio: Sant'Urbano, che segna la fine del gelo se si crede al detto: "Mamero, Pancrazio e Servazio i tre santi del ghiaccio, ma Sant'Urbano li tiene tutti in mano".

In Italia solitamente si considerano il 12, 13 e 14 maggio e solo in alcune regioni l'11 maggio.

Bisogna temere le gelate nei giorni dei santi di ghiaccio?


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In realtà, le statistiche mostrano che i rischi di gelate non sono maggiori in questi 3 giorni rispetto ai 3 giorni precedenti o successivi, ma poiché il calendario ha subito numerose trasformazioni dal Medioevo a oggi, è possibile che le date di origine dei santi di ghiaccio siano slittate rispetto a quelle del calendario attuale.

Soltanto un anno ogni dieci dobbiamo temere forti gelate in questo periodo, ed è possibile avere delle piccole gelate (brina) soltanto un anno ogni tre. Di conseguenza, sei anni su dieci non si avranno affatto gelate durante il periodo dei santi di ghiaccio, quindi puoi tentare la fortuna piantando gli ortaggi estivi. Ma il meteo è molto variabile da un anno all'altro e non è raro avere delle gelate nel mese di giugno in zone di montagna.

La scienza ha tentato di spiegare questo fenomeno: nel mese di maggio, il cielo è più libero da nuvole per la presenza di anticicloni. Venendo a mancare la copertura nuvolosa, la perdita di calore diventa maggiore e spesso si manifesta nelle ultime ore della notte. Gli astrofisici citano anche il fatto che l'orbita terrestre, nel mese di maggio, attraversa un'area dello spazio ricca di polveri che schermano i raggi solari, per cui si ha un abbassamento delle temperature.

Cosa seminare durante il periodo dei santi di ghiaccio


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Anzitutto, è sbagliato dire che non si pianta nulla prima di questi giorni, perché diverse piante che non temono il gelo, come i piselli, le fave, le carote e i ravanelli, spesso vengono seminate proprio prima dei santi di ghiaccio. È il caso anche di tutti gli alberi o arbusti in contenitore da piantare in questo periodo.

I timori per il freddo riguardano soprattutto gli ortaggi gelivi come pomodori, zucchine, peperoni, melanzane, meloni, ecc. Si consiglia, dunque, di non piantare le piante freddolose prima della fine di maggio, a meno che non vengano protette con un telo di protezione per l'inverno (17 g/m²), una serra o un tunnel.

Mentre le gelate si verificano di notte, il periodo diurno può essere soleggiato e perfino caldo. Un trucchetto consiste nel guardare il cielo di sera: se è coperto, probabilmente non gelerà.

Santi di ghiaccio e luna rossa: cosa significa


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Poiché si verificano indicativamente nello stesso periodo dell'anno, i santi di ghiaccio e la luna rossa sono spesso associati. Secondo la tradizione, con la luna rossa non si dovrebbe seminare. La luna rossa, infatti, indica il ciclo lunare che inizia ad aprile con il novilunio (la luna non è visibile in cielo di notte) e termina con il novilunio seguente a maggio.

In questa fase, la luna non diventa necessariamente rossa, ma il termine "rosso" indica il colore che assumono i germogli durante la notte, come se a provocarlo fosse la luna.

Infatti, per effetto dell'innalzamento delle temperature durante la giornata, i germogli si sviluppano e le erbe spuntano, ma la terra è ancora fredda; di conseguenza, durante la notte, quando le temperature si abbassano notevolmente, la terra non restituisce il calore del sole e il clima può essere ancora rigido all'alba. I germogli così assumono una colorazione rossa come se fossero bruciati.

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Giovanni, giardiniere per passione, Umbria

Alto come un soldo di cacio, già lavoravo nel giardino di famiglia. Forse è da lì che è nato il mio interesse per le piante e il giardinaggio. Era quindi logico per me seguire degli studi sia di biologia vegetale che di agraria. Accogliendo la richiesta di diversi editori, ho scritto in 25 anni numerosi libri sulla tematica delle piante, dei funghi (argomento che mi è a cuore), essenzialmente delle guide per il riconoscimento all’inizio, ma presto anche in seguito, sul giardinaggio, riallacciandomi così alla prima passione della mia infanzia. Ho anche collaborato regolarmente con diverse riviste specializzate nell’ambito del giardinaggio o più in generale della natura. Siccome non c’è giardiniere senza giardino, è in un piccolo angolo dell’Umbria che coltivo il mio da 30 anni e dove metto in pratica i metodi di coltura che vi consiglio.

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