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VMC: tutto ciò che bisogna sapere

Guida scritta da:
Girolamo, Direttore dei lavori

Girolamo, Direttore dei lavori

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L’installazione di una VMC, a singolo o doppio flusso per una minore dispersione di calore, necessita di raccordi, guaine, bocchette, un cassone ripartitore e un’uscita sul tetto. Indispensabili per cambiare l’aria in casa, le VMC riducono l’umidità e risanano l’aria.

Caratteristiche importanti

  • VMC a semplice flusso
  • VMC a doppio flusso
  • VMC a gas
  • Dimensioni VMC
  • Guaine per VMC
  • Bocchetta
  • Griglia di entrata dell'aria
  • Raccordi
  • Uscita sul tetto

Prezzo

da 1,00 € a 3.599,00 €

Che cos’è una VMC?


VMC significa Ventilazione Meccanica Controllata. È un dispositivo che costringe costantemente l’estrazione o il riciclaggio dell’aria di una casa e permette così di rinnovarla. Questo cambio di aria ne garantisce la qualità e permette allo stesso tempo di scacciare l’umidità e gli odori.

Un impianto di VMC è composto da diversi elementi:
  • Un gruppo meccanico chiamato estrattore, spesso posizionato nel sottotetto;
  • Delle bocchette di uscita situate nelle stanze;
  • Delle griglie o delle bocchette di entrata, che aspirano l’aria fresca dall’esterno;
  • Dei tubi flessibili o delle guaine che collegano i diversi elementi tra di loro;
  • Eventualmente, dei ripartitori (per distribuire le guaine), delle trappole acustiche (per insonorizzare il passaggio d’aria), dei filtri, ecc.
Qualsiasi casa deve essere dotata di una VMC. Si tratta di un obbligo legale (entrato in vigore il 24 marzo 1982). A seconda della stanza e della sua superficie, del numero di stanze della casa, il volume d’aria estratta è diverso. Esiste una regolamentazione che definisce il volume minimo da estrarre per ogni stanza (Decreto del 28 ottobre 1983).

Le stanze che devono assolutamente essere munite di un sistema di estrazione dell’aria sono la cucina e il bagno. In altre parole, la VMC garantisce una buona qualità dell’aria e la salubrità di una casa.

I diversi tipi di VMC

VMC a semplice flusso

L’estrattore crea una depressione nelle stanze in cui si trovano le bocchette di estrazione, provocando così l’aspirazione dell’aria fresca esterna attraverso le griglie di entrata dell’aria. L’aria estratta evacua attraverso un condotto posizionato sul tetto. Il vantaggio di una VMC di questo tipo è la relativa facilità di installazione, che non necessita di grossi lavori e che non è costosa.

Tuttavia, dal momento che l’aria si rinnova attraverso l’aria proveniente dall’esterno, il sistema di riscaldamento viene sollecitato di più (soprattutto in inverno o nei periodi freddi). L’isolamento acustico delle stanze ventilate può inoltre risentirne in quanto i suoni sono veicolati dalle guaine. Si parla allora di circolazione d’aria a senso unico.
Esistono due tipi di VMC a semplice flusso.



VMC a semplice flusso autoregolabile 

Il volume di aria estratta è regolato dagli inquilini. L’impostazione può essere effettuata in modi diversi: direttamente sulle bocchette di estrazione, modificando l’apertura delle bocche, e/o attraverso un commutatore che modifica la velocità di rotazione del gruppo di estrazione (generalmente i gruppi sono a due velocità). In alcuni casi, il volume d’aria che entra può inoltre essere regolato da delle griglie o delle bocchette di entrata dotate di branchie (scorrevoli o ad ante).






VMC a semplice flusso igroregolabile

Il volume di aria estratta è definito dal tasso di umidità dell’ambiente. Questo tasso è calcolato dal gruppo di estrazione stesso, che adatta la sua velocità di rotazione e la sua portata, oppure ogni bocchetta di estrazione è dotata di una sonda e regola l’apertura della bocca a seconda del risultato. Questa seconda soluzione è più efficace in quando assicura una ventilazione ottimale, stanza per stanza. Alcuni sistemi dispongono inoltre di sonde sulle bocche di entrata d’aria.
 

 


VMC a doppio flusso 

Funziona con lo stesso principio di una VMC a semplice flusso: depressione della casa ed estrazione dell’aria.  Il cambio d’aria si effettua anche in questo caso grazie all’aspirazione dell’aria esterna. La grande differenza è che la VMC a doppio flusso è dotata di uno scambiatore termico. In inverno, questo scambiatore recupera le calorie dell’aria estratta (per definizione, riscaldata) e le reinserisce nell’aria fresca aspirata (preriscaldandola). In estate, accade l’inverso, in quanto l’aria all’interno è normalmente più fresca di quella esterna. Ciò permette perciò di rilasciare dell’aria fresca in casa. La VMC a doppio flusso è di base un sistema igroregolabile.

Con la pubblicazione degli ultimi testi regolamentari riguardanti le prestazioni energetiche delle case (RT 2012), sempre più case si muniscono di una VMC a doppio flusso termodinamica.

L’ingresso di aria fresca è unico. Ciò permette da una parte di filtrarlo correttamente, e dall’altra parte di controllare la sua temperatura. Infatti, è sempre più frequente abbinare una VMC a doppio flusso termodinamica ad un dispositivo geotermico: l’aria fresca viene aspirata alla giusta distanza dall’edificio ed è incanalata in una rete sotterranea. Avviene perciò uno scambio termico con il terreno, preriscaldando l’aria d’inverno e raffreddandola d’estate. Questo può tradursi in un pozzo canadese o una reta geotermica.

Come avrai intuito, il costo di un impianto di questo tipo è ovviamente superiore rispetto a quello di una VMC a semplice flusso. Essa richiede un isolamento di buona qualità dell’edificio in questione, e un’installazione complessa. Tuttavia, considerando il risparmio sul riscaldamento e/o la climatizzazione, la VMC a doppio flusso resta una buona soluzione, affidabile ed efficace.


 


VMC a gas 

La VMC a gas è in realtà una VMC a semplice flusso che oltre a rinnovare l’aria della casa, evacua i gas di combustione di una caldaia a gas. Per dei motivi di sicurezza e di funzionamento della caldaia, la portata di aria estratta è conseguente, cosa non economica in termini di riscaldamento. Inoltre, in caso di problema di estrazione, la combustione del gas non avviene correttamente, evenienza che diventa molto pericolosa. È un tipo di VMC che piano piano sta sparendo.

Come scegliere le dimensioni di una VMC?

L’installazione di una VMC, di qualsiasi tipo, è la chiave per ottenere una casa senza umidità, senza muffa, né cattivi odori. Bisogna perciò scegliere un sistema di VMC capace di assicurare costantemente un ricambio dell’aria. Questo ricambio si esprime in m3/h (metri cubi all’ora): è la caratteristica principale di un gruppo di estrazione. Per aiutarti nella tua scelta, ecco una tabella riepilogativa, che a seconda del tipo di casa o di edificio, indica la portata d’aria minima regolamentare per stanza.  
 

Tipo di casa

Portata della cucina

(in m3/h)

Portata del bagno

(in m3/h)

Portata del WC

(in m3/h)

1 stanza

75

15

15

2 stanze

90

15

15

3 stanze

105

30

15

4 stanze

120

30

30

5 stanze o più

135

30

30

Quali sono i diversi elementi di un impianto VMC?

Un sistema completo di VMC, di qualsiasi tipo, è un insieme di elementi che hanno ognuno un ruolo e un obiettivo preciso. Al di fuori del gruppo di estrazione che è il cuore del dispositivo, una rete di VMC è costituita dai seguenti elementi.
 


Guaine per VMC

Le guaine collegano il gruppo di estrazione alle diverse bocchette distribuite nelle stanze. Il diametro delle guaine è perciò un parametro importante che bisogna rispettare:
  • Per la cucina, la guaina avrà un diametro di 125 mm fino a 100 m3/h, e di 150 mm da 100 m3/h in su;
  • Per il bagno e i WC, le guaine avranno un diametro di 80 mm.



Queste guaine possono essere in:
  • PVC morbido nudo;
  • PVC morbido isolato (rivestito di lana di vetro);
  • Alluminio nudo;
  • Alluminio isolato (rivestito di lana di vetro).
La maggior parte delle guaine è circolare, ma ne esistono anche di rettangolari, chiamate anche guaine piatte, per i luoghi in cui c’è poco spazio e il passaggio è difficile. Esistono inoltre delle guaine rigide in polietilene chiamate “condotti rigidi”. Questi condotti servono ad evacuare l’aria viziata verso l’uscita del tetto o ancora a passare da un piano all’altro dell’edificio.
 
 


Bocchetta d’estrazione

La prima cosa da sapere è che una bocchetta d’estrazione, di qualsiasi tipo, deve avere un diametro di raccordo compatibile con il manicotto o con il condotto. Per il bagno o i WC, il diametro è di 80 mm. Tuttavia, per la cucina, può essere di 125 o 150 mm. Assicurati di prendere una bocchetta del diametro corrispondente al condotto della tua cucina. Si sconsiglia di applicare un riduttore in quanto la differenza di diametro tra il condotto e la bocchetta modifica l’estrazione dell’aria e può diventare rumoroso.

Per scegliere bene le tue bocchette, tieni in considerazione le seguenti caratteristiche:

-Il tipo di bocchetta, autoregolabile o igroregolabile;
-Il diametro di raccordo;
-La portata e/o il margine di portata di funzionamento;
-Opzione di portata complementare;
-Opzione di rilevamento del movimento.


 


Griglie di entrata dell’aria per VMC a semplice flusso

Si tratta di elementi chiave, in quanto è attraverso queste griglie che l’aria fresca entra in casa. Le griglie di entrata dell’aria sono spesso installate sulle finiture delle finestre (per le griglie di tipo “binario”). La maggior parte di esse dispongono di un sistema insetticida e di un deflettore dalla parte esterna per limitare le infiltrazioni d’acqua o i dilavamenti in tempo di pioggia. Alcune marche propongono inoltre delle ante o degli otturatori. Pensa inoltre al rumore proveniente dall’esterno: a seconda dei modelli, avrai o meno la possibilità di installare, oltre alla griglia, un cappotto acustico.

Per scegliere, considera i seguenti elementi:
  • La portata di aria;
  • La dimensione delle griglie (per tagliare le tue finestre);
  • Le opzioni (insetticida, deflettore, colore, acustica, ecc.).

Raccordi, manicotti e riduttori

Costituire una rete di VMC implica il collegamento di diversi elementi. Per riuscirci, come per una rete idraulica, avrai bisogno di parti specifiche.

 


I raccordi

I raccordi sono gli elementi che legano le guaine alle altre parti. Sono adattati al diametro delle guaine. Spesso, i raccordi sono filettati per poter essere avvitati ad esse (che sono inanellate). Alcuni accordi hanno una doppia funzione in quanto da un lato si collegano ad una guaina, e dall’altro permettono di collegarvi una bocca di estrazione sul muro.  



I manicotti

A differenza dei raccordi, i manicotti servono a collegare due elementi di qualsiasi tipo (due guaine per esempio). La loro lunghezza è variabile e non si avvitano. I manicotti sono molto utilizzati in ristrutturazione in quanto spesso è necessario apportare delle modifiche alla rete, all’impianto della bocca di estrazione, ecc.



 


I riduttori

Come si può intuire dal nome, i riduttori permettono di collegare due elementi di diametro diverso. La loro applicazione è tuttavia sconsigliata per il collegamento delle bocchette di estrazione in quanto ciò tenderebbe a creare un leggero rumore.


 


Uscita dal tetto

L’evacuazione dell’aria viziata estratta dalla casa o dall’edificio avviene attraverso il tetto. Bisogna perciò installare un elemento che permetta di collegarvi la guaina di espulsione del gruppo di estrazione, attraversare il tetto e effettuare l’evacuazione dell’aria. Questo elemento si chiama uscita dal tetto. È composta da un raccordo per collegarvi la guaina di evacuazione, da una copertura e da una griglia. Questa uscita va scelta secondo un criterio estetico in quanto deve essere il più discreta possibile. L’installazione resta tuttavia delicata in quanto deve essere fatta in altezza e in maniera molto consapevole, per non provocare infiltrazioni di acqua o perdite dal tetto.

 
 


Trappola acustica

L’aria che circola nelle guaine può generare dei disturbi sonori. Per rimediare a questo problema esistono diversi elementi che limitano il rumore creato da questo sistema di circolazione d’aria: le trappole acustiche. Sono concepiti come dei manicotti, ma racchiudono un dispositivo anti rumore. Basta scegliere la trappola acustica corrispondente al diametro della guaina da insonorizzare. Le trappole acustiche spesso si installano direttamente dietro ad una bocchetta di estrazione.


 



Cassone ripartitore

Installati spesso nel sottotetto o tra i piani di un edificio, i cassoni ripartitori distribuiscono la portata d’aria. L’obiettivo è di utilizzare una sola guaina dal gruppo di estrazione, ma di distribuire diverse bocchette. Ovviamente, bisognerà proporzionare correttamente il gruppo in modo che la portata di estrazione sia sufficiente in ogni uscita del ripartitore. Questi cassoni sono molto utilizzati nelle grandi reti di VMC, nei condomini o negli edifici a più piani.



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Girolamo, Direttore dei lavori
Dopo aver conseguito una formazione come elettricista, ho inizialmente lavorato in un'azienda in cui ho effettuato diversi lavori di installazione e cablaggio. Successivamente mi sono occupato di gestire degli operai che gestivano questo tipo di lavori. Sono circa dodici anni, che mi sono orientato verso l'industria della costruzione. Dalle case singole alle palestre e ai teatri, ho avuto l'opportunità di coordinare, controllare e organizzare i lavori all'interno di tutte le tipologie di cantieri.
Da quattro anni, sto restaurando e ampliando uno chalet nel cuore dell'Alta Savoia. La mia esperienza mi ha dato la possibilità di apprendere tanti tipi di lavori.
Sono qui per rispondere ai vostri dubbi e per consigliarvi nella scelta degli strumenti giusti!

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